
Martedì sera sono stato in uno dei posti in teoria meno inquinati d'Italia. A sud di Montalcino, passo del "lume spento". Un nome un programma? Magari. C'era un albergo con il solito parcheggio illuminatissimo: forse una volta il vento spegneva le lanterne, ora non più, purtroppo.
La prima fotografia mostra la Val d'Orcia, Est di Montalcino. Dietro le colline all'orizzonte filtra la luce della Val di Chiana, classe "giallo" (come Folgaria) secondo
Cinzano. La Val d'Orcia, punteggiata di piccoli centri, è classe "verde"; per finire al "blu" di Montalcino (da dove è fatta la foto), che, nella mappa di Cinzano, sta nella parte alta della grande macchia blu del centro della Toscana (nella parte bassa ci sono il monte Amiata e il Labbro).
In teoria dunque un luogo tra i migliori d'Italia. Eppure anche qua l'inquinamento luminoso arriva. Ho trovato una radura, un po' oltre il passo. Nella seconda foto si vede l'orizzonte Sud (il migliore verso l'Amiata).

La Via Lattea è sulla destra. Sulla sinistra la costellazione dei Pesci. Gli alberi in basso (il nero più nero che c'era) hanno una magnitudine superficiale stimata sulla foto di 21.1 (per quanto le misure con la fotocamera a questo livello di luminanza siano alquanto imprecise). Il cielo circa 20.9, mentre la parte luminosa della Via Lattea nella costellazione dello Scudo a me risulta sul 20.6 (prendendo sempre con cautela questi numeri, così vicini alla soglia di sensibilità della fotocamera: se il cielo fosse stato davvero 20.9 mancherebbe ancorfa una magnitudine alla perfezione!).
La Via Lattea, in effetti, era forse la migliore mai vista; ma mancavano le parti difficili, verso l'orizzonte, schermate dagli alberi. Comunque sia, la quantità di dettagli, la struttura, e le parti meno luminose della Via Lattea erano impressionanti.
Ho contato le stelle visibili "con assoluta certezza" nell'area 13: erano 17, che corrisponde ad una magnitudine limite di 6.3. Ovviamente con visione incerta si va qualche decimo sopra.
Allontanandomi un po' dalla macchina ho notato che si cominciava a vederci poco (ma si vedeva ancora!). M33... questa no: a occhio nudo non si vedeva!
Con i binocoli ho guardato la Velo del Cigno che si vedeva bene: non solo la parte Est più facile, anche NGC6960 sopra la 52 del Cigno. Tracce c'erano anche della parte più debole centrale.
Questo dovrebbe essere uno dei cieli migliori d'Italia (continentale) superato forse solo dal Monte Amiata e Labbro (ma forse solo perchè la quota è 1200 m invece che 650).
Ritornato a Rodellosso, qualche centinaio di metri più in basso nel centro della Val d'Orcia, le differenze erano evidenti: La Via Lattea era meno ricca di dettagli. Il numero di stelle "certe" nell'area 13 era 13 (magnitudine 6) anche se, con visione incerta, potevo contare le stesse 17 di prima, solo che adesso erano viste così così. 3 decimi in meno allo zenith. La Velo al binocolo era ancora ben visibile (anche la 6960).
La differenza maggiore però, a fondo valle, è il degrado che si ha allontanandosi dallo zenith: al passo era limitato, in fondo valle invece era molto più marcato. Sembrava quasi di guardare lo zenith attraverso un buco, una cornice luminescente lungo tutto l'orizzonte. Penso sia l'effetto della foschia che riflette, propaga e diffonde anche la minima quantità di luce (e questa è forse la ragione che salva le nostre montagne, Dolada e Folgaria fra queste: in montagna c'è meno atmosfera "cattiva" sopra la testa, a diffondere la luce).