Reports Osservativi

Osservazioni astronomiche visuali

venerdì, giugno 19, 2009

Carpe Diem


Da un po' di tempo abbiamo imparato a non programmare le uscite con molto anticipo. E' molto meglio decidere solo poche ore prima, con le ultimissime previsioni meteo: se è prevista una finestra di cielo sereno da qualche ora prima di sera a mattina inoltrata del giorno dopo allora, a decidere all'ultimo minuto, si va quasi sul sicuro. Ci sono 2 weekend a cavallo della Luna nuova, e fra i due venerdì e i due sabato almeno una notte buona di solito c'è.
Questa volta il meteo per venerdì e sabato dava poche speranze, ma complice il clima delle vacanze abbiamo potuto sfruttare il giovedì senza aspettare la prossima settimana.
Ci siamo trovati in 6 al solito posto a Casera Razzo: io, Tommaso, Federico, "Magenta051", "Dark Matter" e "davidevis45". In più, dall'altra parte della strada, c'erano due astrofotografi di cui però non ricordo il nome. Tutti dobson di qua della strada: due 30 cm (Magenta e Dark Matter), un 40 cm (Tommaso), due 45 cm (Davide e Federico).

Abbiamo cominciato ad osservare ben prima che fosse buio. Di questa stagione non fa quasi a tempo a diventare buio l'orizzonte Ovest (la Luce Zodiacale che scende) che comincia già a vedersi più chiaro a Nord Est. La notte è stata molto buona. Ho misurato 21.54 (media di tre letture) alle 23.44 (il Sole a 18° 19' sotto l'orizzonte), 21.58 alle 00.17, e poi il buio è ancora aumentato fino a circa 21.63 (alcune letture sul 21.66). Misuravo però la parte più buia del cielo, seguendo il grande Carro. Lo Zenith scendeva leggermente (intorno a 21.5) mentre la Via Lattea Saliva, e sul Cigno le letture erano intorno ai 21.35-21.40. Verso le 2.30, con la Luna qualche grado sopra l'orizzonte (ma ancora nascosta dalle montagne) il cielo si è rischiarato in maniera percettibile. Misurava però ancora 21.45 nella zona buia del Carro (che prima era 21.55). Nessuno ci credeva che con un solo decimo in meno il cielo fosse così diverso. Poi con l'albeggiare abbiamo visto la solita discesa (sempre molto istruttiva): a 21.30 la Via Lattea aveva perso i dettagli più fini delle nubi oscure, a 21.20 era sensibilmente dilavata, e quando eravamo a 20.90 praticamente si vedevano solo le strutture più ovvie (una grande ellisse più luminosa nel Cigno, il solco buio del Cigno alcune macchie qua e là in corrispondenza dello Scudo ecc.).
Ho potuto facilmente verificare la magnitudine Visuale Limite, usando Starmap. La SAO45933, di mv 6.7 in Ercole lìho vista alle 23.46 praticamente allo Zenith. Più tardi con Davide abbiamo visto le SAO 46288 (mv 5.9), la HIP 82012 (6.1) HIP 82355 (6.2) la HIP 82419 (6.3) e un'altra stellina di 6.5 che a dire il vero non mi sembravano più luminose di quella di 6.7.

Il seeing all'inizio era molto buono. Stelle puntiformi a ingrandimenti alti. Abbiamo osservato M57 e la stella centrale si intravvedeva a 400x. Tommaso ha anche usato 800x e la centrale si vedeva meglio. Più tardi è arrivato un po' di vento più fresco da Nord e il seeing è peggiorato, ma non molto. La temperatura durante la notte è stata intorno a +9°C.
Il cielo non era particolarmente trasparente. L'estinzione era evidente lungo l'orizzonte. Ricordo di aver visto stelle più luminose lungo l'orizzonte. Al Telescopio la 15.7 (nella zona di M57) era in visione diretta, la 16.1 incerta e la 16.6 non visibile. Non c'era differenza di mv limite fra il 40 e il 45. Tuttavia l'impressione che il telescopio da 45 fosse "significativamente più luminoso" era netta quando si confrntavano le viste di M13 e di NGC6946.

L'iPod touch e Stramap hanno funzionato. Puntare gli oggetti con Starmap è un po' più lento che con l'Argonavis (di Federico) ma è comunque un bell'aiuto. Sono partito con una lista di 76 oggetti. Però è difficile seguire la lista: in una situazione in cui ci sono 5 telescopi o si ha il controllo ferreo di uno oppure fra un oggetto della lista e l'altro si finisce per divagare e girae da un telescopio all'altro. Quando qualcuno puntava oggetti che non erano della lista, io li cercavo per rendermi conti di dove fossero e cosa fossero. Lo schermo dell'iPod, che quando è regolato al minimo mi sembra buio dietro casa, là era troppo luminoso e sono dovuto passare alla modalità notturna in luce rossa. Teniamo conto che a 21.60 è buio. Non ci vedevamo le mani se erano proiettate sullo sfondo dell'asfalto o del terreno spoglio del Piazzale! Si vedevano solo se proiettate contro oggetti molto più scuri (come il bosco) o molto più chiari. Questa prova l'ha fatta anche Davide. Io quasi finivo addosso al cavalletto del binocolo. Purtroppo c'è un "difetto": Starmap non controlla (o forse non può) la colorazione degli elementi grafici dell'interfaccia utente controllati dal sistema operativo. Per quanto riguarda la barra di stato (batteria ecc.) la si può nascondere ma... la pulsantiera compare bella grigia quando si devono digitare testi, o per cercare oggetti o per prendere appunti. E' abbastanza luminosa da danneggiare l'adattamento al buio. Invece nella modalità notturna Starmap non danneggia l'adattamento al buio. L'unico rimedio che mi viene in mente è usare una custodia per l'iPod e inserire un foglio assorbente rosso davanti allo schermo. Un altro limite è che in un luogo così buio le stelle che si vedono al cercatore e specie all'oculare sono di più di quelle che Starmap mostra. Al cercatore può ancora andare bene, ma per l'oculare servirebbero più stelle (cosa per altro già programmata per le future release).
Altri punti sono il fatto che la funzione "path finder" non è attiva sugli oggetti importati (anche questa programmata nelle prossime release) e che quando la lista dei preferiti è lunga un centinaio di elementi entrare nei preferiti è un po' più lento.
Si tratta però di difetti minori. Il "coso" funziona meglio di altri metodi ed è quasi paragonabile all'Argonavis come tempi di puntamento, in più consente di vedere il campo stellare dell'oggetto. Ho consumato un quarto della batteria.

Abbiamo iniziato le osservazioni con NGC6229, ce è un piccolo globulare che osservato da casa era solo una macchiolina mentre là era parzialmente risolto a 400x (40 cm).
Il gruppo di galassie Hickson 68 è stata la prima divagazione. Nei 40-45 cm si vedevano tutte le 5 galassie, n po' più in piccolo rispetto alla foto. Nel 30 cm la "e" non si vedeva. 4656 la seconda. Ho visto la Whale enorme attraverso tutto il campo oculare nel 45 di Davide.
Poi siamo tornati alla lista con la Box Nebula (6309) di cui si vedeva la forma rettangolare e anche la stellina a lato come in foto.

Ovviamente non sono mancati ogetti "classici", come la Laguna, la Trifida, la Swan, la Velo. Abbiamo anche visto, a 400x, la piccola IC4614 vicino a M13.

Abell 39 è una debole planetaria che abbiamo visto al limite nel 45 cm di Davide con filtro OIII.

Non sono invece riuscito a localizzare PK 080-06 1 "Cygnus Egg".

Verso la fine della serata abbiamo osservato Giove, nella torretta binoculare. Bisogna dire che la visione binoculare aiuta moltissimo e particolari che con un solo occhio non si vedono, diventano ovvi con due. Sembra davvero che l'ingrandimento sia maggiore. Visto anche Nettuno nelle vicinanze. Osservato M2, La Saturn nebula, e diverse altre cose su cui non mi dilungo.

Complessivamente un'ottima serata, acchiappata con la tecnica del "Carpe diem".

giovedì, giugno 04, 2009

Oggetti australi: ammassi stellari

Namibia 20/26 aprile 2009, seconda parte

Continua il lungo racconto del viaggio in Namibia. La prima parte riguardava una descrizione generale del cielo, ora invece inizio una carrellata dei principali oggetti del cielo profondo situati a declinazioni invisibili o quasi dall’Italia.


AMMASSI APERTI


In questa categoria di oggetti vige una sostanziale parità tra i due emisferi. Iniziamo con la costellazione della Poppa.
Una coppia molto bella di ammassi è formata da NGC 2451 e 2477, facilmente visibili a occhio nudo. Sono belli perché eterogenei: il primo è poco concentrato e composto da stelle brillanti, per cui è ben risolvibile al binocolo, mentre il secondo appare come un batuffolo di luce perché è piccolo e denso, e ovviamente merita di essere passato al telescopio. Anche il 2439, situato presso R puppis, è molto concentrato e bello da vedere ad alti ingrandimenti.
Poi segnalo anche il quartetto formato da NGC 2567, 2571, 2580, 2587, e a nord-est di Naos c’è NGC 2546, un altro ammasso molto grande e sparso, adatto per il binocolo.
E passiamo alle Vele. NGC 2547, a sud di Regor, è facile a occhio nudo e presenta un arco di stelle brillanti (mag. 7-9). Un altro ammasso sparso è IC 2395, mentre IC 2391 (omicron velorum) è addirittura ben risolvibile a occhio nudo perché ha 7 stelle più luminose di mag. 6,5, e in più fa coppia con NGC 2669.
Altri ammassi osservati in questa costellazione sono: NGC 2659, 2660, 2670, 2671, la coppia 2910&2925, IC 2488.
Ci immergiamo quindi nel profondo sud raggiungendo la costellazione della Carena, dove si trova l’artiglieria pesante… NGC 2516 è uno degli ammassi più belli e luminosi in assoluto, ed è anche tra i più appariscenti a occhio nudo (come M44 e il doppio del Perseo, se non di più) perché essendo situato fuori dalla Via Lattea risalta meglio sullo sfondo del cielo. E’ da guardare assolutamente con qualsiasi strumento. E in più si trova anche in una posizione curiosa perché è “indicato” dall’asterismo della falsa croce (che ricordo essere formato da Avior, Turais e delta e kappa velorum).
Entrando nella Via Lattea invece, troviamo altri enormi ammassi che circondano la grande nebulosa della Carena: il primo, a ovest, è NGC 3114, mentre a est c’è il Pozzo dei Desideri (NGC 3532), un enorme pallone pieno zeppo di stelle e di forma ellittica regolare. E’ indubbiamente uno degli ammassi più spettacolari di tutto il cielo.
A sud della nebulosa troviamo le Pleiadi Australi (IC 2602): sono facili da risolvere a occhio nudo (si distinguono una decina di componenti), ma non dicono nulla di più. “Servono” solo per riempire la zona nelle osservazioni binoculari a largo campo. Nella parte nord della costellazione invece troviamo NGC 3293, molto bello perché fa coppia con la nebulosa 3324.
Altri ammassi minori osservati nella Carena: NGC 3247, 3496, 3572, 3590, IC 2714.
Passando alla Croce, devo dire che il famoso Scrigno di Gioielli (NGC 4755) è molto sopravvalutato: in fotografia è bello ma in visuale non è il massimo. C'è comunque un bel contrasto cromatico, con una stella arancione che risalta rispetto alle altre tutte blu. E' facilissimo da vedere a occhio nudo perché molto luminoso e compatto. Ho anche dato un’occhiata veloce agli ammassi più piccoli della Croce (NGC 4103, 4337, 4349, 4439) solo per la cronaca.
Un ammasso che invece merita assolutamente è NGC 3766 vicino a lambda centauri, luminoso concentrato e visibile a occhio nudo.
Non posso non raccontare un episodio curioso e bizzarro, accaduto osservando NGC 5617 col mezzo metro: l’ammasso era attraversato in pieno da una linea luminosa verdognola! All’inizio non riuscivo a capire cosa fosse, non poteva essere né un laser verde né la scia di una meteora… muovendo il telescopio abbiamo capito che si trattava del baffo di diffrazione di Rigel Kent, che dista dall’ammasso ben 1,2°! Aggiungo anche che inquadrando quella stella mi sono abbagliato come se mi avessero puntato in faccia una torcia bianca! O forse è meglio dire che somiglia a due fari di una macchina in lontananza, trattandosi di stella doppia.
Altri ammassi aperti del Centauro: NGC 5138, 5281, 5316, 5460, 5606, 5662.
Al confine tra Lupo e Compasso incontriamo un trio stupendo: NGC 5749, 5822, 5823. Il secondo in particolare, è enorme e presenta le stelle disposte come a formare una serpentina.
Passando per l’Altare, dove troviamo NGC 6193 e la coppia 6200&6204, giungiamo allo Scorpione. Il campo nei dintorni di zeta scorpii è uno dei più spettacolari di tutto il cielo e non ha bisogno di presentazioni. L’ammasso più bello e luminoso è NGC 6231 (si risolve a occhio nudo!), che oltre a essere fenomenale già da solo è ben corredato da Cr 316, NGC 6242, 6268, 6281, e la nebulosa IC 4628 che vedremo in seguito.
Sempre nella parte meridionale dello scorpione, da vedere ci sono anche NGC 6124 e 6259.
Chiudo segnalando alcuni ammassi nelle costellazioni minori non menzionate prima: NGC 2627 e 2658 nella Bussola, NGC 5925 e 6067 nella Squadra, 6025 nel Triangolo Australe.


AMMASSI GLOBULARI


Qui entriamo in un terreno dove l’emisfero australe domina incontrastato, mentre a noi hanno lasciato solo le briciole. Alla prima osservazione a Casera Razzo dopo il ritorno mi è venuto spontaneo soprannominare M3, M5, M13 come “i globulari dei poveri”. Se fino a due mesi prima apparivano grandi, ora sono diventati caccolette dopo aver visto i veri giganti! Basti pensare che questi tre a 120 ingrandimenti e oculare da 70° occupano a malapena metà campo, mentre omega centauri (NGC 5139) non ci sta dentro!
E’ assolutamente impossibile descrivere come sia vedere questo mostro del cielo con 50 cm di apertura in mezzo al deserto, è già stato allucinante per me che ero ben abituato a osservare da cieli di 21,6 e telescopi da 40 cm, non oso immaginare cosa accadrebbe magari se lo vedesse di colpo chi al massimo ha visto M13 come batuffolo sfocato con rifrattorino dalla periferia di città!
L’unico modo che mi viene in mente per definire le proporzioni, è dire che omega centauri sta agli ammassi globulari come Andromeda sta alle galassie a spirale. Infatti, pur appartenendo ufficialmente a quella categoria, di fatto è un oggetto a parte. E’ talmente immenso che non paga neanche guardarlo a ingrandimenti troppo alti perché da 200X in su si vede solo il campo pieno zeppo di stelle con densità uniforme, non ha nemmeno il nucleo! Mentre a ingrandimenti da 100 a 150 rivela tutta la sua struttura "a spugna” con filamenti, addensamenti e intrecci di stelle. E al centro c’è una zona curiosa denominata “farfalla nera” perché è formata da due chiazze scure (le ali) separate da una striscia di stelle in mezzo (il corpo). Di solito non si nota nelle fotografie, tranne in qualche caso particolare come questo.
Poi c’è NGC 104 alias 47 tucanae. Anche con lui abbiamo tirati degli urli come ben poche altre volte è capitato guardando in un telescopio. E’ morfologicamente molto diverso dal precedente perché è concentratissimo e provvisto di nucleo densissimo e luminosissimo. Avevo l’impressione di vedere una struttura composta da due strati: il nucleo come una bolla ribollente (simile al mini-Sole artificiale del film Spiderman 2) avvolto dal guscio esterno.
La cosa che mi impressiona maggiormente però non è tanto l’oggetto grandioso in sé, ma che con tutto lo spazio che c’è nel cielo il caso ha voluto porre vicini prospetticamente il secondo globulare e la seconda galassia (la Piccola Nube). E la sfortuna, che invece ci vede benissimo, li ha piazzati a -72° di declinazione!
Poi, come se non bastasse, sempre lì c’è anche un altro globulare, NGC 362, e anche per esso il caso ha voluto che fosse della stessa classe di concentrazione (III) del fratello maggiore, rendendolo così una copia perfetta in scala ridotta.
Poi troviamo il globulare del Pavone (NGC 6752). Oltre a essere molto grande, è spettacolare anche perché si nota una struttura quasi regolare nella disposizione delle stelle più brillanti: è una specie di girandola, di cui ho contato 6-7 spirali!
L’ammasso dell’Altare (NGC 6397) invece è molto enigmatico, perché se da un lato presenta effemeridi un pelo superiori a quelle di M5 ed M13 (mag. 5,7 per 25’ di diametro), nelle foto non appare grandioso. E non somiglia nemmeno a globulari sparsi come M4 o M55, pur essendo di classe IX. Il trucco sta nel fatto di avere le stelle componenti più luminose di tutti i globulari, perché la sua più brillante è di mag. 10,0.
Sempre nell’altare, troviamo altri due globulari più piccoli: NGC 6352 e 6362.
La costellazione delle Vele offre un globulare di generose dimensioni, NGC 3201, simile a M55 per forma, concentrazione e dimensioni.
Per chi invece preferisce quelli concentrati e brillanti tipo M2 o M75, ci sono NGC 1261 nell’Orologio, il 1851 nella Colomba e l’imperdibile 2808 nella Carena. Quest’ultimo è di classe I eppure si risolve abbastanza facilmente, a patto di avere buon seeing naturalmente.
Come non menzionare poi i due globulari della Mosca (NGC 4372 e 4833), circondati da grovigli di nebulose oscure della Via Lattea?
Chiudo elencando gli ultimi ammassi minori: NGC 2298 (Poppa), 5286 (Centauro), 5824, 5927, 5986 (lupo), 5946 (Squadra), 6101, IC4499 (Uccello del Paradiso), NGC 6139, 6256, 6380, 6388, 6441, 6496 (Scorpione), 6541 (Corona Australe), 6584 (Telescopio).

Addendum (25/06/09)

Dopo queste 1000 parole ho pensato che ci volesse qualcosa per rendere bene l'idea. Sono riuscito a creare delle immagini che simulano nel modo migliore possibile la visione di tre noti ammassi a circa 120-130X, con oculare da 60-70° e 50 cm di apertura. Sono in scala perché ho calcolato le proporzioni dopo aver riconosciuto le stelle di campo. Per avere l'ingrandimento e campo corretto bisogna guardarle da una distanza pari al diametro del cerchio.

buona visione

martedì, maggio 26, 2009

Non si finisce mai di imparare



Non si finisce mai di imparare! Ieri eravamo io, marco e Elio. Come previsto è stato sereno, anche se nel pomeriggio c'è stato un temporale e all'inizio delle osservazioni c'era un po' di nebbiolina.
SQM partito da 21.55 alle 23.30, salito a 21.65 alle 0.30. Ha sfiorato 21.7 (ricordo un 21.72) e poi è ridisceso.
Abbiamo finalmente capito che la luce all'orizzonte dopo il tramonto è la luce zodiacale. E' per questo che nella prima ora dopo il crepuscolo lo SQM sale rapidamente. Sale perchè la luce zodiacale tramonta. Nella seconda parte della notte, invece, la Via
Lattea, salendo, ha fatto abbassare lo SQM di nuovo. Infatti mentre la Via Lattea saliva, entrava sempre di più nel cono di vista dello strumento. Anche seguendo il punto che all'inizio era allo zenith (il timone del Carro) le letture
scendevano scendevano comunque (intorno a 21.60), segno che la Via Lattea rischiarava l'ambiente. Puntando invece il Cigno il trabiccolo sentenziava: 21.40. Allo zenith sul 21.55-21.50.

Siamo rimasti fono all'alba e abbiamo potuto vedere, ben prima dell'inizio del crepuscolo, che l'orizzonte Nord Est si schiariva (penso che fosse l'opposto del tramonto: la Luce zodiacale che sorgeva).
In breve l'orizzonte NE è stato più luminoso della maledetta forcella e abbiamo visto lo SQM scendere in picchiata. In pochi minuti abbiamo fatto tutti i gradini della scala di Bortle (partendo da 2). E' veramente istruttivo perché si riesce a capire facilmente la differenza. Quando eravamo scesi a 21.30 allo zenith sembrava già una schifezza. Mentre smontavamo gli strumenti la Via Lattea sbiadiva. Ad un certo punto si vedeva ancora a stento (della serie: "un cielo fantastico: la Via Lattea si vede!"). Era 20.40. Non c'era più nemmeno un segno di struttura né di nubi oscure. Solo una striscia un po' più chiara con in evidenza nube del Cigno, Scudo ecc.

Abbiamo anche visto che Giove e il Cigno proiettano ombre anche se molto meno intense del Sagittario che Marco ha visto in Namibia.

Ovviamente la supernova in M51 non c'era.

Ho contato 18 stelle nell'area 13 (lm 6.5). Oviiamente se si insiste dove si sa che c'è na stellina questa salta fuori. Il limite secondo Bortle sarebbe più alto.

I globulari ... ehm... abbiamo coniato il termine "globulari dei poveri". Allo stesso ingrandimento che Omega Centari usciva dal campo i vari M13, 22, 5 ecc erano cosettine.. Però abbiamo notato che hanno tutti degli allineamenti di stelle oppure degli
archi. Sarebbe interessante sapere se c'è qualche motivo e se c'è qualche studio di dinamica orbitale che lo giustifica. O forse è solo il nostro cervello che nei primi livelli di elaborazione cerca di estrarre linee archi ecc ecc.

Le galassie l'hanno fatta da padrone. M98, 99, 100, 94, 64... (lasciamo a Marco il lungo elenco). Di messier 99 ho visto bene le spirali e le ho descritte a Marco senza averla vista prima al computer. Dopo l'ho guardata ed era proprio così. Di altre si vedeva bene la forma e la struttura.

Mi sono anche perso a guardare la zona della Laguna e la Trifida con il binocolo (vedi la foto in basso). Abbiamo intravvisto a occhio nudo la Pipa e il Cavallo. Visibili in foto.
La laguna al telescopio poteva sembrare verde al centro e rossa ai bordi (volendoci per forza vedere dei colori). Peccato che i colori percepiti fossero gli stessi anche con il filtro OIII. Con un filtro arancione W23A si intravvedeva qualche parte della nebulosa, specie nella parte più luminosa (quella che viene vista "verde").

Il seeing non è stato proprio cattivo, ma nemmeno granchè. Abbiamo usato fino a 170x senza problemi mentre a 260x sui globulari le stelle diventavano troppo spappolate.

L'umidità del piazzale (a proposito è andata via quasi tutta la neve) dava molto fastidio e ci siamo spostati sull'asfalto della strada. E passato solo un tizio a notte fonda. Si è fermato e con accento dell'Est Europa ha chiesto se era giusta la strada per Sappada. Aveva pure un navigatore che gli diceva di proseguire (chissà che giro pensava di fare il navigatore)! Non è più tornato indietro... si sarà perso in val Pesarina.

La foto in basso (cliccare per ingrandire) è stata scattata alle 2.08 di sabato 23 maggio. Canon EOS 100D. Esposizione 30 secondi, diaframma 3.5, ISO 1600. E fatta in direzione SSE e punta alla forcella verso Sauris (da dove arriva l'inquinamento luminoso). La parte più intensa della luce cattiva è assimilabile alla intensità della nube stellare dello Scudo. Per confronto questa foto è fatta a Cherry Springs (notare l'originale non la copia elaborata).

domenica, marzo 22, 2009

Notte gelida a CR.


Questo week end, equinozio di primavera, il bel tempo annunciato non ha mancato l'appuntamento. Peccato che al rifugio una banda di buontemponi (loro possono prenotare molto in anticipo tanto non hanno preoccupazioni meto) avesse fatto tutto esaurito.
Così per dormire abbiamo ripiegato alla pensione Giannina di Laggio. I rifugi erano in festa e ci siamo dovuti spostare verso il solito posto, che però, essendo coperto di due metri di neve, non ci ha lasciato altro che il margine della strada. Tommaso, arrivato dopo, ha tentato di abbattere la neve facendo manovra ma non c'è riuscito e dopo, non contento, ha parcheggiato in seconda fila. Ma tanto è passato solo un tizio in tutta la notte (chissà dove andava).

Il freddo c'era (meno 10°) ma peggio era la brezza che lo esasperava. Per fortuna che era rimasta solo quella perchè durante il giorno era stato un vento sostenuto (come ci hanno detto).

Il cielo è stato leggermente inferiore alla volta scorsa. Lo SQM è partito da 21.47 alle dieci e mezza di sera ed è finito a sfiorare i 21.6 da circa mezzanotte alle tre di notte. La trasparenza era un po' inferiore al mese prima: la Via Lattea a Nord era meno luminosa e più difficile da vedere. Ho contato le stelle nell'area 13 quando era a circa 35° sull'orizzonte Nord: erano 15 con facilità (mv 6.1) e circa 20 al limite estremo (mv 6.8). Secondo il criterio di Bortle (limite estremo) il cielo era di 6.8 a 35° (consistente con una classe di Bortle fra 2 e 3). Non mi sono perso in uleriori prove sulla magnitudine limite. Proverò altre volte. A notte fonda ho misurato con lo SQM la luce inquinante della forcella verso Sauris puntando a circa 40° di altezza in modo da prenderne il più possibile senza includere il suolo, e ne è uscito 21.35 (ma non ci possono mettere una montagna fra Sauris e il Friuli?).

Eravamo in 5: io, Tommaso, Fabio, Mirko e Marco. 4 dobson: due Zen 40 cm (il nuovo di Fabio con specchio in astrositall e quello di Tommaso), il mio con specchio Zen e struttura Ariete, e il LB12 di Mirko.
Tommaso aveva lasciato il tele fuopri tutto il giorno e reggeeva meglio gli ingrandimenti: le stelle erano abbastanza puntiformi intorno ai 200x. Il mio l'ho ventilato per un'ora (tanto telescopi ce ne erano abbastanza) ma non ha mai dato stelle puntiformi sopra il 140x. Il seeing comunque era pessimo di suo. Lo Zen di Fabio, spesso solo 4 cm e aperto molto di più del mio, aveva ottentuto circa lo stesso grado di acclimatamento ma senza uso di ventole.

Il programma osservativo era tutto o quasi di Galassie. Per un po' sono andato al traino osservando ora in questo ora in quel telescopio i vari batufoli, ma farei fatica a ricapitolare non essendo stato io l'artefice principale della ricerca.
Lascio quanidi agli altri riassumere l'elenco osservato.

Ad un certo punto ho inziato a esplorare l'ammasso della Vergine. M60 e NGC 4647 erano una galassia doppia (presumo prospettica). M59, la 4660 e la 4638 nelle vicinanze erano ben visibili. Poi sono andato avanti fino a M90, che aveva un po' l'effetto "Girasole" e la M87. E qua mi sono fermato perchè era un continuo: "guarda qua" e un continuo andare da un tele allt'altro (quando ce ne sono 4).

Ad un certo punto ci siamo messi a osservare M81, nel mio, in quello di Tommaso e in quello di Fabio a diversi ingrandimenti ma sempre sotto i 200x. Ho segnato nella foto il confine indicativo della Galassia visibile. In particolare si vedeva bene tutta l'ansa della grande spirale (entrambe le anse) e poi il proseguimento della spirale.
Ho preso nota di stelline visibili bene (verde) e con un po' di difficoltà (arancione). Il limite era lo stasso in tutti e tre i telescopi, ma non fa molto testo in quanto bisognerebbe provare a 400x con seeing buono per vedere il limite stellare al telescopio.

Nota

Nico mi comunica che le due stelline dentro i cerchi verdi sono di magnitudine 14.3 e 15.2. Due di quelle nei cerchi arancione sono di 15.4 e 15.8. http://www.lonnic.com/temp/2009.03.22-mag.lim.jpg

Addendum di Tommaso

Abbiamo osservato in tre Arp 299 (NGC 3690 + IC 694), due galassiette interagenti di cui si vedeva chiaramente la forma a girini incatenati (nota di Mauro). Accanto abbiamo visto in tre la MCG-10-17-5, una piccola galassietta che una magnitudine integrata di 15.7.

Stamattina andando al lavoro mi sono preso la briga di calcolare a mente quanti fotoni vedevamo al secondo. Quella magnitudine corrisponde a circa 22 fotoni al secondo nell'oculare, se non ho sbagliato i conti (fatti a mente mentre
camminavo verso il dipartimento, ma poi ho controllato).

22 fotoni al secondo sono POCHI! Il che mi fa pensare una cosa. Se si vuole vedere di piu', bisogna guardare a lungo!
Infatti, 22 e' un numero soggetto a statistica di Poisson, il che vuol dire che varia con un'errore tipico pari a sqrt(N). Come a dire che, il 18.5% delle volte, in un secondo da' almeno 22+sqrt(22)=26 o 27 fotoni, ma magari in un altro secondo ne da' 17 o 18.
Se uno osserva a lungo, puo' capitargli una fluttuazione positiva sufficiente a raddoppiare l'intensita' dell'oggetto: circa 3 volte ogni mille secondi, ovvero circa ogni cinque minuti, invece di 22 fotoni uno ne vede 35.

Quindi la visibilita' di stelle o oggetti "al limite" dipende molto anche da quanto li si osserva, e con questo segna un punto chi osserva a lungo ogni oggetto!

PS per chi e' interessato, il conto e' in http://dorigo.wordpress.com

domenica, marzo 01, 2009

A volte è buio davvero


A volte ci sono anche le belle sorprese. Venerdì eravamo partiti con poche speranze sotto un cielo bianco in pianura: ma era l'ultima possibilità per questo mese, altrimenti si sarebbe finiti alla luna di marzo.

Questa volta abbiamo prenotato al rifugio Fabbro, sulla sella di Ciampigotto, un paio di km prima dell solito posto (quest'inverno coperto di 3 metri di neve). Camera con bagno, cena e prima colazione a prezzo modico, oppure camere più spartane o addirittura sottotetto per sacco a pelo, con e senza colazione (telefonare). La cena era anche buona: panzerotti al radicchio e altre amenità di secondo. Mettendosi d'accordo è possibile rientrare a notte fonda, e noi siamo rientrati alle 4 di notte.

Viste le velature alla partenza non avremmo scommesso un soldo sulla serata. Invece la prima lettura alle 9.30 di sera è stata 21.44. Il mio SQM e quello di Mars4ever erano in accordo all'inizio della notte. Poi, come mostra il grafico, siamo saliti a 21.5, 21.6, fino a 21.72! (le altre curve tratteggiate sono andamenti passati nello stesso sito). Come si vede una delle migliori notti da quando ho lo SQM. Penso però che la notte del 14 aprile 2007 sia stata forse ancora meglio (ma prima o poi tocca di nuovo una notte come quella).
Dormendo al rifugio è possibile restare svegli quasi tutta la notte e, volendo, si potrebbe fare anche un week end (venerdì notte e sabato notte).
A notte fonda lo SQM di Mar4ever era diventato più pessimista del mio, segnado in media 5 centesimi in meno (cielo più luminoso di 5 centesimi). Ho il sospetto che questo disallineamento sia dovuto al fatto che Marco teneva lo SQM riscaldato dal PC ("per non scaricare le batterie"). Siccome il dispositivo contiene un sistema di compensazione per la temperatura, è possibile che non essendo a temperatura perfettamente uniforme si fosse creato un errore sistematico di misura. La prossima volta proveremo a registrare meglio le letture dei due dispositivi separatamente per vedere quando si crea la differenza.

Va anche detto che la Via Lattea non era allo zenith e quindi il cielo, pur se di 21.7, sarebbe stato più luminoso con la Via Lattea allo zenith. Il 29 agosto 2008 al Peralba il 21.66 era con la Via Lattea! Penso che il Peralba sia in ogni caso meglio, ma la strada non è praticabile di inverno, mentre qua è sempre pulita e si sale anche senza catene.

Per fare le misure prendevo 5 letture di fila e ne facevo la media. Ho notato che in alcuni casi le letture erano molto ripetibili (tipo 21.71, 21.71, 21.69, 21.70, 21.70). In altri casi (e senza un chiaro motivo) le letture avevano molta meno ripetibilità (tipo 21.76, 21.66, 21.63, 21.74, 21.65) e anche la media di 5 letture in questo caso era irregolare. Tuttavia non c'era un chiaro motivo e poteva bastare ripetere le misure dopo 5 minuti per ritrovare una sequenza ripetibile. Succedeva anche allo SQM di Marco. Ho visto una lettura record di 21.80.

Comunque sia dalle 11 alle 3 di notte siamo stati costantemente sopra 21.6. Il massimo del buio, intorno a 21.7, c'è stato fra mezzanotte e le due di notte, quando anche la luce del Friuli sembrava molto più debole del solito. Verso le tre di notte siamo scesi di mezzo decimo, a causa forse di velature verso il Friuli. Io penso infatti che molto dipenda proprio da quanto è velato il cielo verso la pianura. L'inquinamento luminoso arriva di riflesso dai veli verso il Friuli: la pianura del Friuli illumina il cielo del Friuli che illumina il cielo nella valle verso Sauris che illumina il cielo di Casera Razzo. Non c'è un percorso diretto dalla pianura al cielo di Casera Razzo, e se mancano umidità e velature sopra Sauris e/o sopra la pianura la catena si spezza e c'è il miracolo.
A 21.7 stiamo parlando di una quantità di inquinamento che è circa il 20% soltanto della luce naturale. A 21.2 (nelle notti peggiori) la luce inquinante è oltre il 100% di quella naturale. A seconda delle condizioni climatiche quindi la quantità di luce cattiva varia di circa 5 volte.

La cometa Lulin era visibile a occhio nudo (Marco non la vedeva ma per me era evidente anche se Regolo disturbava). Abbiamo visto la Via Lattea circumpolare: mentre il ramo invernale tramontava a Nord Ovest, quello estivo sorgeva a Nord Est. C'è stato un momento in cui si vedeva la Via Lattea, dall'Auriga allo Scudo, come adagiata sopra i monti a Nord. Si potevano vedere diverse nubi oscure e luminose (per esempio la zona della Nord America e le nubi oscure adicenti). C'era, ovviamente una attenuazione perchè l'estinzione di luce all'orizzonte è diverse volte quella allo Zenith. Verso le tre di notte ho guardato distrattamente l'area 13 contando le stesse stelle che in altre occasioni vedo allo zenith, ed erano anche "luminose". Nel quadrilatero del gran carro ho contato almeno un quindicina di stelle senza particolare impegno.

Abbiamo osservato circa 90 oggetti (contando anche il fatto che in alcuni casi se ne vedono 6-7 in un sol colpo, come per esempio le nebulose a emissione dentro le galassie). Ecco l'elenco: 2467 ND, 2482 AA, 2335 AA, 2343 AA, IC2177 ND, 2327 ND, IC405 ND, M38 AA, 1907 AA, 1893 AA, IC410 ND, IC417 ND, 1931 ND, M36 AA, 1985 ND, M37 AA, M50 AA, 2316 ND, M48 AA, 2506 AA, 2539 AA, 2174 ND, M44 AA, 2672 GAL, 2673 GAL, 2485 GAL, 3185 GAL, 3190 GAL, 3193 GAL, 3187 GAL, 2624 GAL, 2625 GAL, 2647 GAL, 2595 GAL, M67 AA, 2775 GAL, M105 GAL, 3371 GAL, 3373 GAL, M95 GAL, M96 GAL, 3412 GAL, 3419 GAL, 3367 GAL, 3377 GAL, 3357 GAL, 3338 GAL, 3346 GAL, 3605 GAL, 3607 GAL, 3608 GAL, M65 GAL, M66 GAL, 3628 GAL, 3593 GAL, 3596 GAL, 3666 GAL, 3810 GAL, 2655 GAL, 2715 GAL, M51A GAL, M51B GAL, M101 GAL, 5462 ND, 5461 ND, 5451 ND, 5447 ND, 5450 ND, 5455 ND, 5458 ND, M81 GAL, M82 GAL, 3077 GAL, M104 GAL, M97 NP, M108 GAL, M84 GAL, M86 GAL, M87 GAL, 2403 GAL, 2404 ND, 2366 GAL, 6217 GAL, 4361 NP, 3753 GAL, 3750 GAL, 3746 GAL, 3748 GAL, 3751 GAL, 5958 GAL.

Il telescopio era il mio dobson 40 cm. Inoltre avevamo il binocolo 15x70.

Passando dalla lista cruda a che cosa abbiamo visto: abbiamo iniziato con il Sud, nella zona del Gabbiano (vedi sotto note di Marco). A me è sembrata un po' ostica per via del fatto che è molto esteso e occupa tutto l'oculare (così ci si deve muovere).
In Leone ho puntato il gruppo di 3193 a Nord di Algieba, il gruppo di M95, 96, 105 (e NGC vicine), il gruppo da 3607 a 3681 e infine M65, 66 e NGC 3628. Molte di queste galassie motravano paticolari, anche se non molti (per lo più la sagoma, qualche traccia di nubi oscure ma non le spirali). Ho anche fatto un rapido volo dentro l'ammasso della Vergine dove c'erano galassie grandi e piccole ovunque. La Sombrero appariva come la... sombrero: un nucleo diffuso copeto dalla nube di polveri ad anello.
Interessante anche l'ammasso aperto M44 dove abbiamo scovato tre galassiette interne al limite della visione (vedi note di Marco) e una bella grossa appena fuori: la 2672.
Ho fatto quindi un giro nell'Orsa Maggiore. M51 (che al binocolo appariva già a forma di girino) mostrava bene le spirali, l'interruzione del ponte verso la compagna (ma restava della luce diffusa). M101 mostrava anche essa le spirali e un gran numero di nebulose a emissione (compresa una spirale che ha una interruzione). M108 e M 109 erano molto ben definite. La Gufo senza filtri sembra come in altre occasioni si vede con l'UHC. Gli occhi sono in ogni caso luminosi e poco contrastati rispetto al resto della nebulosa. Infine M81 aveva la sua giusta dimensione rispetto a M82, con tutte le spirali e la luce fra le spirali.
Verso la fine della serata ho osservato anche i glocbulari M13, con la NGC vicina e la piccola PGC a metà strada (che era molto elusiva, anche perchè sovrapposta a una stellina). M92 e M5 (sempre interessante notare le differenze di forma, con M13 e M5 che si assomigliano e hanno struttura tentacolare, mentre M92 ha come dei gusci di diversa densità stellare.
Tra le altre cose che mi sono piaciute la piccola M33 (vedi note di Marco) e la testa di scimmia.

Abbiamo osservato anche la Lulin, con l'oculare da 32 mm. Mostrava una coda lunga tre campi di oculare, la chioma e, direi, anche una anticoda (lo dico senza sapere se c'era davvero). Anche al binocolo faceva la sua figura.
A proposito al binocolo M42 era scolpita: mostrava le ali e il bozzolo. Sempre il binocolo mostrava M35 e NGC2158!! (a riprova che la qualità del cielo conta, e conta molto).

Note di Marco

.... ricontando meglio sono 90 (oggetti). In questo numero entrano anche le ben 7 nebulose scorte nelle spirali di M101.
Ma partiamo dall'inizio, con la bella nebulosa NGC2467 nella poppa che abbiamo visto per un pelo perché la montagna a sud purtroppo limita la visione delle costellazioni australi a circa -27° di declinazione. Poi è la volta del gabbiano IC2177: ben avvertibili anche senza filtri sia la testa (gum1) che le ali, nelle quali ci si navigava ovviamente dentro date le dimensioni. L'H-beta aiutava un po' a evidenziare queste parti deboli, rendendo la situazione simile a quella della California. La nebulosa a riflessione NGC2327 era molto brillante.
Poi siamo passati all'Auriga. Questa volta posso dire di aver visto la IC405 ma è molto deludente, si capisce solo che c'è qualcosa attorno alle 2 stelle del nucleo ma nulla di più. Sono invece più evidenti IC417 ed NGC1931. Poi sono riuscito a pescare anche la microscopica e debole NGC1985, una vera sfida.
Un'altra bella sfida sono le galassiette di magnitudine circa 15 situate "dentro" a M44, cioè NGC2624, 2625 e 2647.
Per salutare definitivamente gli oggetti della Via Lattea invernale, abbiamo scelto la testa di scimmia (2174), nebulosa ingiustamente snobbata perché è molto bella e presenta diversi particolari, a differenza delle nebulose menzionate prima. Si notano i chiaroscuri all'interno, la rientranza dell'"occhio" e la sporgenza della "fronte". Il filtro OIII si comporta molto bene con essa.
Poi abbiamo visto le principali galassie del leone (le Messier e dintorni), e anche il magnifico Sombrero che per me era come inedito dato che in precedenza l'avevo visto solo dai colli euganei.
Un'altra galassia molto bella e grande, e stranamente poco considerata, è la 2403 nella Giraffa: una vera e propria copia in scala 1:3 di M33, per inclinazione, forma dei bracci e notevole presenza di nebulose. Abbiamo pure visto la più grande di esse, catalogata come NGC2404. Se penso a chi sostiene che l'intera M33 sia un oggetto difficile mi viene da sorridere. In aggiunta, per avere l'idea di cosa sia una vera galassia elusiva basta rimanere sempre nella Giraffa nei paraggi della precedente, e puntare la nana irregolare NGC2366 (chissà come potrebbe classificare quest'ultima chi ritiene difficili M33 o M101!).
E per chiudere, abbiamo deciso di provare un altro oggetto "banale alla portata di rifrattorini dalla città", cioè il settetto di Copeland (galassia più luminosa: 14,5)! Abbiamo visto 5 componenti.

mercoledì, febbraio 18, 2009

Non solo M42

Dopo lunga astinenza una serata limpida: salgo sulle prealpi veronesi con un programma di nebulose in Orione pronto da tempo e sempre trascurato. Sito a 1300m/sm, in mezzo alla neve, ore 18:30-21:30, -4°C, calma di vento, seeing scadente (1,5 su 5), trasparenza buona (3 su 5), SQM da 20,60 a 20,80 allo zenit, da 20,20 a 20,40 su Orione per l’IL della pianura a sud che sale fino oltre i 45°. Dobson 20”; utilizzo come oculari prevalentemente il Nagler 26mm (95x); sulle planetarie utilizzo anche il 9mm(280x) e il 3-6 a 6 (480x) e 5(500x). Sempre per le planetarie uso l’UHC e l’O-III. NGC 1788, ai confini con l’Eridano, descritta come una estesa nebulosa ad emissione: colgo la parte più luminosa attorno ad una stellina di 10^. NGC 1973, 1975, 1977: complesso di nebulose appena a nord di M42, ben individuabili, che meritano una visita, se si riesce a distogliersi dalla contemplazione di M42! La 1977 avvolge la stella 42 Orionis, e mostra di estendersi verso ovest e sud in direzione di M42; le altre due avvolgono altre due stelle, di 7,5m e 9,7m rispettivamente. Ritorno a sud con NGC 1999, un altro pezzo forte delle nebulose minori di Orione. Sotto i nostri cieli appare come una piccola nebulosa, ma brillante e ben visibile, che avvolge una stella di 11^. Ma ho letto che sotto cieli bui si estende moltissimo addirittura per connettersi ad M42. NGC 2022, una planetaria, mi porta a nord, poco meno di due gradi a est della testa di Orione. La vista vale il viaggio: un dischetto del diametro di ½ grado, molto luminoso e visibile anche a bassi ingrandimenti. Non servono filtri. NGC 2023, siamo nel santuario di epsilon Orionis, della Fiamma e della Testa di Cavallo. La 2023 avvolge la stella SAO132464 ed è facile. Lascio perdere l’H-beta e la Testa di Cavallo, dato che il programma stasera è di oggetti non osservati in passato. E passiamo al campo di M78, alias NGC 2068, e le vicine 2064, 2067 e 2071. Qui la musica cambia. Già la M78 è debole, figuriamoci e altre. Non ci vorrebbe certo tutto questo IL: sono al limite della visibilità. La 2064 è piccola e brillante, si fa per dire; sulla 2067 non ci giurerei: peccato, perché in foto ha un aspetto frastagliato. La 2071 avvolge una coppia di stelline di 7,5m e di 10^. Ritorno a nord per due planetarie della lista di Abell, la 10 e la 12. La prima è all’interno della spalla sinistra di Orione (destra per chi guarda): un blob ovalare di cui non riesco a cogliere la forma neanche salendo con gli ingrandimenti; i filtri quasi la cancellano. Un oggetto evanescente ed appassionante. La seconda è a ridosso di Mu Orionis e nascosta dal bagliore della stella. Ma i filtri fanno il miracolo, la stella viene tenuta a bada e Abell 12 appare come un fagiolo nettissimo ‘appeso’ alla stella, tanto è vicino. Altamente raccomandabile e non credo ci vogliano grandi diametri, vista la facilità con cui il filtro la tira fuori. Dopo tante nebulose, almeno una galassia. Scendo a sud, per la 1700. Facile, ha un nucleo concentrato e luminoso ed un alone percepibile. Classificata come ellittica. La vicina 1699 (di 15^ secondo CdC, ma non è vero: NED la dà di 12,5 ma non indica la luminosità superficiale) è al di là della portata del cielo, anche se ho l’impressione di cogliere qualcosa in distolta. Suggestione? Finito il programma, lascio Orione e divago un po’ prima di smontare: Monocero, con l’Albero di Natale (NGC 2264), la Rosetta (NGC 2237). Monto l’UHC sul Takahashi 60mm con Hyperion 24mm che mi fa da cercatore e la nebulosa appare, come dovrebbe, più spessa verso nord-ovest. Rintraccio l’Elmo di Thor (NGC 2359), che è già visibile così ma con l’UHC risplende in tutta la sua magnificenza. Una carrellata di ammassi aperti, il Presepe (M44), M47 e M46 con la sua planetaria (NGC 2438), M50. Scendo a sud, globulare M79 e, visto che sono in zona, getto un’occhiata a IC 418, la planetaria ‘rosa’. Ma non vedo colori, né rosa né acquamarina. Ormai è troppo bassa e per di più immersa nell’IL. Smonto. Con l’inverno che ci siamo trovati e l’impossibilità di raggiungere luoghi più bui, considero la serata soddisfacente. Lorenzo

giovedì, gennaio 01, 2009

Casera Razzo 30 Dicembre 2008



L'ultima uscita del 2008.

Starring mars4ever, tdorigo, io.
Guest star Lorenzo Burti, con il suo 50 cm Obsession-like.
New entry radames (di Vicenza) e Tomaso (con una sola m) di Laggio.


Altri strumenti il mio 40 cm, il 40 di Tommaso e un binocolo BA6 da 100 mm. Mancavano all'appello Elio e mk67.

Questa volta ci siamo fermati a cena alla baita Ciampigotto dove si mangia bene e a pochi soldi (mi sa che diventerà tappa fissa).
La strada era pulita fino a Ciampigotto. Un po' meno oltre. Il solito posto era sotto due metri di neve e la strada correva fra due muri di neve. Dopo una breve esplorazione abbiamo deciso di ripiegare sul piazzale accanto al rifugio Fabbro (lo spazio che vedete in foto è d'estate: con la neve ci siamo stati ma più stretti). Radames ha chiesto informazioni sul pernottamento che è possibile (con sacco a pelo nel sottotetto si paga davvero poco).

Fine delle informazioni logistiche.

Il cielo era sotto tono rispetto al solito. Probabilmente la grande quantità di neve facilitava la propagazione dell'inquinamento luminoso dal Friuli. Infatti nella direzione della solita sella verso Udine l'alone di luce era più intenso del solito. L'SQM è partito con 21.17-21.20 alle 8.30. E' poi salito verso 21.30 dopo le 11 di sera ed è finito intorno a 21.34 quando siamo andati via (con qualche lettura fino a 21.40). L'SQM di Lorenzo era mediamente più pessimista di mezzo decimo.
La temperatura era di 10 sotto zero (che ha creato non pochi problemi termici) ma era secco. Nella seconda parte della notte si notava in extrafocale l'effetto "cascata" segno che c'era qualche strato turbolento sopra di noi (e non penso nemmeno tanto in alto). Non siamo mai risuciti a usare ingrandimenti elevati. Gli oculari che sono stati più usati erano il 21 e il 14 (nel 16" F4,5) mentre di solito uso quasi esclusivamente il 10.5 e il 7. Lorenzo usava molto il 26 mm (98x) e il 20 (125x).
Il 50 cm è imponente. Dico subito di alcuni confronti fatti perchè... come tutti sanno... sto pensando a un 50 anche io. Su NGC891 la stellina cerchiata in verde era in diretta sia nel 40 (130x) sia nel 50 (125x). Quella in arancione era al limite nel 40 mentre era più stabile nel 50. Nel complesso le differenze non sono sembrate enormi, ma va anche detto che con il seeing che c'era e l'ingrandimento che si poteva usare forse erano appiattite.

Abbiamo iniziato con alcune galassiette in Eridano (a dire il vero ogni telescopio seguiva il suo programma ma spesso ci ritrovavamo sugli stessi oggetti). NGC 1325, 1232, 1400, 1407. Tutte abbastanza informi.
Maggiore successo hanno avuto altre zone del cielo. In Orione la 1788. Nei Gemelli la Hubble 2261. Con il binocolone si è potuto osservare la Rosetta. Abbiamo anche osservato la Strega IC 2118: con molta fatica e muovendo il tubo ottico si poteva capire che c'era. Le planetarie non hanno reso al massimo, perchè per via del seeing l'ingrandimento era basso. Comunque la 1535, IC 418, 2346, 2392 e la 2438 (dentro M46) non sono mancate all'appello. Nella 2348 si vedeva anche la stella centrale. Su IC 418 la planetaria "rossa" né io né Lorenzo abbiamo avuto alcuna impressione di rosso. Anzi eravamo d'accordo sul verde.
Abbiamo osservato l'Elmo di Thor che mostrava un gran numero di dettagli con un filtro UHC e con un OIII (vedi osservazione dal Carota dello scorso anno).
Il binocolo, come sempre da un cielo buio, ha segnato alcuni punti: M81 e M82 insieme e con forme chiare (poi abbiamo osservato M82 nel 40 di Tommaso in un momento di seeing migliore a 400x e la struttura delle nubi scure era evidentissima).
Il binocolo mostrava anche chiaramente (per me non per radames) le spirali di M33, la forma di M1, M42 chiusa a ovetto e la nebulosità di Merope.

Con i grandi cannoni, abbiamo anche osservato M77 e la galassia di taglio NGC 1055. Queste anche con l'oculare di 32 mm che sul mio fornisce quasi un grado e mezzo e 57x. Le due erano visibili contemporaneamente.

Ci siamo dimentica Simeis 147, ma abbiamo osservato il resto di supernova IC443 individuando chiaramente un semicerchio più brillante. Anche la Testa di Cavallo è stata vista facilmente sia nel 40 sia nel 50 con un filtro UHC e Hbeta.

Accanto a NGC891 abbiamo osservato Abell 347 Al confronto NGC891 era un gigante.

Abbiamo osservato ancora (lascio a mars4ever completare la lista): In chiusura un'occhiata a M97 (nel 50 e nel 40) e a M51.


Addendum di Mars4ever


Ecco il rapporto completo. Ovviamente questi sono gli oggetti che ho visto io.
Dato che abbiamo iniziato presto non potevamo non dare l'ultimo sguardo dell'anno alle grandi spiralone, e sta volta ho voluto esplorare un po' meglio M33: oltre alla solita NGC 604 ho individuato anche le nebulose 588, 592, 595.
Poi abbiamo fatto un bel tuffo nelle galassie del grande fiume celeste: NGC 1300 (ben visibile la struttura barrata), 1297, 1232 (visibili i bracci), colpaccio 1232A (mag 15,3!), 1325, 1325A, 1319, 1332, 1407, 1400, 1402, terzetto 1393 1391 1394, poi 1383, 1622, 1618. E pensare che fino a 10 giorni fa avevo visto solo un oggetto nell'eridano (la planetaria 1535), mentre adesso sono 22. Ho sfruttato bene l'ultima occasione per vedere bene questa costellazione.
A quel punto siamo tornati un momento nella balena in zona M77: 1055, 1072, 1087, 1090, 1094. Poi Tommaso mi ha mostrato la coppia 2341, 2342 nei gemelli, la bella 2841 nell'orsa, e M82 grande quasi tutto il campo!
Dopo questa indigestione di galassie era ora di andare a nebulose: torno sulla 1788, già vista al carota, e poi si inizia la caccia alla strega: si parte da Cursa e si individua prima un pentagono regolare e poi la stella SAO 131799, il punto da cui parte la lunga chioma. La parte più cospicua della nebulosa si sviluppa per un grado verso sud, a forma di arco frastagliato. Faccio presente anche un asterismo simile al carro maggiore che parte da SAO 131759, è fondamentale individuare tutti questi riferimenti per capire dov'è e com'è posizionata la nebulosa nel campo, altrimenti non si riesce a vederla. E' stata una bella occasione per provare il nuovo ocularone da 32 mm 70°, che nel telescopio di Mauro offre un campo di circa 75'. Già che era montato, ne abbiamo approfittato per fare un giro di tutti gli oggetti più grossi: M35, spada di orione (si prendeva dalla 1980 all'uomo che corre), rosetta, M38, M36, M45 (abbagliava!), ancora M31, doppio ammasso, M50. Ho provato a esplorare la zona della nebulosa gabbiano (IC 2177): ho individuato gli ammassi 2335 e 2343, e forse il bozzolo attorno alla stella V750 mon (dalle foto somiglia un po' a M43, per via della nube nera), ma poi ho abbandonato perché Mauro voleva guardare altro. Nessun problema comunque, se non ho visto molto al primo colpo vuol dire che è difficile e bisogna tornarci su con più calma. Rimane quindi prioritaria nella lista per la prossima volta, insieme alla stella ardente (IC405), un'altra brutta bestia che mi è sfuggita.
Non potevano mancare altri due classici ell'unicorno: la 2261 e l'albero di natale: poderosa la nebulosità alla "base", e visibile anche sulla stella di "punta", mentre il cono rimane ben oltre la soglia della fantasia. Poi passeggiata in orione: la fiamma riempiva imponentemente quasi metà campo, e sono convinto che si veda meglio senza nessun filtro. Il cavallo si iniziava a vedere con l'UHC mentre con l'H-beta era ben contrastato. Mi pare che il mio della Baader vada un po' meglio del Lumicon. Finalmente ho visto bene tutto il gruppo di M78: queste nebulose sono un ottimo elemento per testare la qualità del cielo, perché sono di difficoltà crescente (in ordine: 2068, 2071, 2067, 2064).
Infine, altri oggetti comuni in cane e poppa: M41, elmo di Thor (semplicemente da infarto con l'OIII, alla faccia di chi dice che non serve coi cieli bui), NGC 2362, M46, M47, M93, planetaria inedita 2440.
Nel 50 cm non ho guardato molto, gli oggetti per me inediti che mi ha mostrato Lorenzo sono la splendida, enorme ed evanescente girandola IC342 nella giraffa, e la galassia nana NGC 1569, sempre nella giraffa.
A occhio nudo di nuovo ho visto M48 e 67, mentre non ho visto M50 e 93. Inspiegabilmente ho fatto fatica con gli ammassi dell'auriga nonostante fossero allo zenit: M37 difficile mentre M36 e 38 visti per nulla.
Chiudo menzionando anche un meritevole non-oggetto, cioè la cascata di Kemble, che non avevo mai visto prima. E' proprio uno splendido soggetto per il binocolo.
Conclusione: quando si osservano 80 oggetti in poco più di 4 ore non ci si può di certo lamentare, anche se il cielo non è da record. 30 erano nuovi mentre molti di quelli già noti li ho visti meglio delle volte precedenti.
La prossima volta voglio ancora esplorare bene ciò che mi manca della via lattea invernale, dall'auriga alla poppa, tanto dopo avrò a disposizione le lune nuove di febbraio, marzo e maggio (ad aprile ho un altro impegno :D) per andare a galassie a tempo pieno.
Ci rivediamo il 24 gennaio, buon nuovo anno a tutti, Marco