Reports Osservativi

Osservazioni astronomiche visuali

lunedì, novembre 23, 2009

Il miracolo della nebbia.

Nebbia in val Padana... era così da una settimana: nebbia fitta in pianura, Alpi con il cielo sereno. E' una situazione ideale, tante volte desiderata che questa volta si è realizzata un sabato di Luna nuova.
Destinazione Val Visdende. Ci chiedevamo che cosa mai avrebbe avuto in serbo una notte senza inquinamento luminoso. La risposta nella fotografia (cliccare per ingrandire).


A sinistra la situazione del mese scorso, verso Sud. A destra sabato (si vede Sirio, M41, Orione). La luce del mese scorso arriva dalla pianura Padana a 60-100 km di distanza (non c'è niente a Sud prima). La nebbia ha bloccato le luci e il Sud era buio tanto quanto il Nord. Ho esplorato tutto l'orizzonte con la macchina fotografica ma non c'era nessun segno di IL. L'airglow era visibile in tutte le direzioni, anche se il profilo dei monti impediva di vedere fino all'orizzonte (che diventa nero quando c'è solo airglow).
Per vedere l'airglow la cosa migliore, come mi ha spiegato Mars4ever, è stare seduti guardando lo zenit e cercare di ampliare l'angolo di vista fino a vedere l'orizzonte tutto attorno. Si vede il cielo un po' come in una fotografia con fisheye, e l'airglow tutto attorno è evidente.
La Via Lattea attraversava tutto il cielo. La parte estiva era fortemente strutturata, più uniforme quella invernale. Con un po' di attenzione si potevano vedere diverse gradazioni della Via Lattea estendersi molto lontano dal piano galattico, anche nella parte invernale. Il cielo era tutt'altro che uniforme come intensità. A parte la Via Lattea e l'airglow, era evidente anche il Gegenshein, come una zona più chiara sotto le Pleiadi e verso Ovest. Sopra e sotto il gegenshein il cielo era più scuro. Si poteva anche vedere la banda zodiacale, che partiva dal Gegenshein sia verso l Via Lattea (dove si confondeva con questa) si, più evidente, verso Ovest dove proseguiva al limite della percezione. La luce zodiacale a est era sempre più intensa a mano a mano che saliva e quella parte del cielo sembrava "inquinata" rispetto al resto. La zona più buia del cielo era quella verso Nord Est, nel Grande Carro. Sirio, quando è emerso dalla montagna a Sud-Est era così intenso da disturbare l'adattamento al buio.

Lo SQM è partito da 21.54 (prima lettura), è un po' sceso mentre passavano alcune velature, e poi si è stabilizzato sul 21.50 dalle 11.10 (medi di tante letture fatte con ben tre strumenti diversi di cui uno SQM-L) per arrivare intorno a 21.55 verso le 2.30 di notte. Queste letture si riferiscono allo zenit (sia SQM normale che versione L). Puntando la parte più buia del Carro lo SQM-L ha indicato un valore medio di 21.65 (fra 21.62 e 21.69).

I veli che sono passati nella prima parte della notte erano leggermente illuminati dal basso, da luce che proveniva da Santo Stefano di Cadore e dal Comelico (che non erano sotto la nebbia). Ma poca cosa tanto è vero che la loro luminosità era comunque di poso superiore al cielo.

Ad un certo punto nella notte ho fatto anche una passeggiata lungo la strada verso il bosco. Gli alberi si stagliavano nerissismi sul cielo, e il cielo sembrava molto più luminoso rispetto alle sagome nere degli alberi.

resta il dubbi di perché il cielo fosse solo" 21.55, dato che mancava ogni inquinamento luminoso. La spiegazione, investigando nei giorni successivi la cosa, è che l'airglow è un fenomeno che esibisce fluttuazioni di intensità Alcune su breve scala (dovute alle onde di gravità nella atmosfera) altre su scala stagionale e infine altre su scala di 11 anni dovute al ciclo solare. Quelle stagionali sembrano legate all'alternanza caldo freddo, con l'autunno e primo inverno i periodi in cui il cielo naturale è più luminoso e la primavera fino all'estate inoltrata in cui il cielo è più buio.

E' quindi probabile che abbiamo osservato un cielo naturale, ma in un periodo di massimo airglow.

La Val Visdende è a quota relativamente bassa: 1300 metri. Per questo è mediamente più calda degli altri siti in quota. C'erano infatti solo 5 gradi sotto zero. Il contro è che c'è più aria sopra e quindi un po' più di estinzione. M33 era l'unica nota stonata: visibile in distolta con un po' di difficoltà (presumo forse a causa della estinzione).
Il seeing è stato buono nella prima parte della notte: le stelle erano puntiformi a 260x (anche grazie alla ventola che ha sempre funzionato). Nella seconda parte della notte è un po' peggiorato.
Rispetto al mese scorso questa volta ci siamo sistemati un po' più avanti nella valle, in pratica al termine dell'ultima radura: 46°37'24.60"N 12°37'37.20"E . C'erano dei grossi tronchi di alberi evidentemente opera dei boscaioli. E c'era il profumo della resina a farci compagnia. Qualche macchina ogni tanto arrivava e cambiava direzione (la valle dopo è chiusa).

Abbiamo osservato una grande quantità i oggetti. Non li elenco tutti, ma solo i più significativi.

PK 93-2.1 è una piccola planetaria a forma romboidale. Si poteva cogliere la forma, un po' come in foto ma molto più tenue, a ingrandimenti elevati.
PK 86-81 è un'altra planetaria di cui si poteva cogliere un po' di struttura sempre ad alti ingrandimenti.
Invisibile la proboscide di elefante vdB 142. Invece Barnard 168 faceva bella mostra di sé specie usando il 32 mm a 57x. Si poteva seguire l'intera striscia scura fino alla parte dove si allarga. Dall'altra parte la Cocoon era ben visibile (meglio con il 21 mm a 86x) e mostrava diverse irregolarità interne.
Abell 77 osservata con filtri OIII e UHC a 260x, molto debole ma sembrava avere un interno meno luminoso (tipici aspetti di occhi come la Gufo).
PN M 2 51. Anche questa osservata a inrandimenti simili.
Nel frattempo che facevo le fotografie Marco si era impossessao del telescopio. Fra gli oggetti scelti e puntati da Marco menziono:
NGC7177, NGC 1201 (abbiamo approffittato dell'orizzonte sud osservando oggetti bassi), NGC 1255 (di questa si riusciva a intuire la forma a spirale), NGC1360 (una grande nebulosa planetaria che è stata molto evidente, incluse le irregolarità interne, a medio ingrandimento con OIII.
NGC1531 1532, una bella coppia di galassie. Della maggiore si intuivano le irregolarità. La coppia 2293 2292 . NGC 2280. NGC925.

Un interessante confronto è stato l'Elmo di Thor, nel 30 cm e nel 40 cm. In questo oggetto 10 cm extra fanno una notevole differenza, mostrando intricate strutture e la sagoma dell'elmo con molta più chiarezza.

Un'altra nebulosa da menzionare è stata la planetaria in M46. Si vedevano due stelle interne e, ad ingrandimenti elevati, un anellino con il foro centrale.

domenica, ottobre 25, 2009

Osservando fra le nuvole...

Come si capisce dal titolo, l'uscita di ieri alle Tre Cime non è stata fortunata. A dispetto delle previsioni del tempo ci siamo trovati continue velature e nuvole alte che muovevano da Nord a Sud. Ampie porzioni di cielo erano alternativamente sfruttabili.
Le nuvole mettevano in evidenza l'inquinamento luminoso sopra la pianura e la valle de''Adige. Quando si apriva un po' lo SQM cominciava a salire. 21.3 se c'era poco cielo libero, 21.4 se era di più. 21.2 se il Sud era coperto di nuvole che riflettevano la luce dalla pianura... a 100 km di distanza!
Alcuni oggetti comunque si sono visti meglio che in Val Visdende (quando è stato possibile prenderli attraverso uno spazio di cielo sufficientemente libero). NGC6946 per esempio si vedeva meglio che la settimana prima in Val Visdende, ma niente a che vedere con la vista di Agosto.
Anche il Gegenshein si è visto forse un po' meglio. Il seeing era cattivo, forse come conseguenza delle correnti. La temperatura era di tre sopra zero (inusuale) e ci sono state anche diverse variazioni brusche nella notte.
Notevole anche la vista della Via Lattea invernale, per quel lasso di tempo in cui si è potuta vedere pulita.
I poveri malcapitati (io, mars4ever, mirko, radames e andreaf, hanno salvato il salvabile, armeggiando con un totale di 148 cm di apertura: due 40, due 30 e un rifrattorino da 8 cm... senza contare i binocoli).
Abbiamo dormito all'hotel "La Montanina" ad Auronzo. 40 euro per cena, pernottamento e prima colazione.

La mia lista di oggetti:
NGC 7309. Piccola galassia con le spirali invisibili.
NGC 7727. Si vedeva il nucleo e si intuiva l'alone.
M 74. OK, qua ci ho speso più tempo. L'estensione della galassia era visibile, ma difficile vedere le spirali.
NGC 1055. NGC 660. NGC 266.
IC 2003. Piccola planetaria in Perseo. Spingendo con gli ingrandimenti si differenziava dalle stelle. Tuttavia il cattivo seeing non consentiva di avere le stelle puntiformi e quindi l'effetto era in qualche misura ridotto.
IC 348. Sembrava quasi un alone dovuto al secondario appannato! Se non fosse che c'era solo intorno a quella stella.
M76. Ho voluto confrontare la visione con quella di agosto. L'alone esterno della nebulosa era ancora visibile, ma molto meno evidente, anche spingendo gli ingrandimenti a 360x. Abbiamo anche confrontato il Pentax XO 5 mm con il Pentax XL 5 e con il Burgess 5 mm. l'XO in effetti mostrava un po' meglio qualche stellina al limite. Ma ha l'effetto buco della serratura e l'estrazione pupillare inesistente.

domenica, ottobre 18, 2009

Val Visdende (16/10/2009)


Finalmente, venerdì, abbiamo esplorato anche la Val Visdende (la foto è alla partenza nel passante di Mestre!). Con questo, probabilmente si chiude il cerchio dei possibili siti di osservazione a Nord Est. In linea d'aria è a pochi km dalle Sorgenti del Piave. Il Peralba si vede verso Est. E' a circa 1300 metri di altezza, ben protetta da una cinta di monti non molto alti lungo l'arco Nord. A sud c'è una forcella libera che punta proprio ad azimut 0° e che consente di vedere gli oggetti in meridiano fino a circa 10° sull'orizzonte (fino a declinazione circa -35°).
Le montagne la proteggono dal vento e anche la temperatura è più mite. C'era qualche grado sotto zero e l'aria calma non guastava (in quel momento alle Tre Cime ci sarebbero stati 12-15° sotto zero, vento a 22 km/h con raffiche a 44 km/h - stando ai dati meteo). Il rovescio della medaglia è il seeing, che in fondo valle non è buono se sopra i crinali circostanti soffia il vento. Infatti all'inizio il seeing non consentiva di usare più di 130x (pena avere stelle non puntiformi). Con l'andare della serata è un po' migliorato. Certo, poter avere stelle puntiformi a 260x, nelle immagini deep sky è comunque un vantaggio, ma questo si ha solo regolarmente alle Tre Cime. La ventola di estrazione dello strato limite ha comunque funzionato a dovere e non c'erano segni dello strato limite ad aggiungere danni alla immagine.
La strada di accesso è facile e sembra che sia aperta tutto l'anno. Quindi questa è una valida alternativa invernale a Casera Razzo. Un po' più distante dalla pianura, un po' meno fredda, un po' più in basso (con conseguente maggiore estinzione) e con l'orizzonte Sud più libero.
Ci sono alberghi a Santo Stefano aperti tutto l'anno. Noi eravamo al Krissin: 48 euro con cena e prima colazione (chiedere di Lara, non ci sono problemi a rientrare a notte fonda). In realtà quando siamo arrivati in albergo il cielo era coperto, e così abbiamo cenato senza prendere la camera.
Quando siamo arrivati in Val Visdende c'erano nuvole a sprazzi ma poi, prima di mezzanotte (come da previsioni del meteo.it) si è aperto. Ci siamo sistemati nella parte più ampia della valle, subito a nord della chiesetta. Alcune case erano abitate, ma le luci erano tutte spente, eccezione fatta per un faro all'ingresso della valle (che però era un paio di km prima di dove stavamo e quindi invisibile). Dovrò segnalarlo perché viola la legge regionale contro l'inquinamento luminoso (e oltretutto non si capisce a che cosa serva).
Nonostante si fosse aperto, il cielo non era perfettamente terso, o forse era solo che a 1300 metri l'estinzione è maggiore che a 2300. La Via Lattea era meno contrastata che alle Tre Cime. Il sacco di carbone del Nord era sempre il punto più nero del cielo, ma non risaltava allo stesso modo. Lo SQM ha indicato valori medi intorno a 21.49 (dopo mezzanotte) fino a circa 21.45 verso le due e mezza di notte. Rispetto al 21.55-21.60 delle Tre Cime, e complice anche la maggiore estinzione, la differenza si vedeva... starei per dire che c'era un "abisso". Anche al telescopio. Ho voluto controllare NGC6946, senza poter usare gli stessi ingrandimenti delle Tre Cime (questa volta circa 170-200x, mentre alle Tre Cime anche 260x). Questa la descrizione del 27 agosto: "Potevo vedere le spirali, e potevo anche intuire diversi nodi di stelle lungo le spirali. Non credo di averla mai vista così bene. Il nucleo era cosa a sé: più luminoso e fine. Infine si poteva percepire l'intero alone debole della galassia". Questa volta invece dell'alone esterno non c'era traccia e si vedevano bene solo due braccia. Dei nodi di stelle nemmeno l'ombra... certo, forse se avessi avuto un rifrattore speciale l'avrei vista in diretta anche meglio delle Tre Cime... ma io avevo solo un dobson da 400, con estrazione dello strato limite e ottica Zen da lambda/8-9 (al test interferometrico).
La mv limite era circa 6.5-6.6 (alle Tre Cime 6.8-6.9). M33 era visibile facilmente in distolta, a momenti quasi in diretta e aveva un chiaro aspetto nebulare.Era però molto alta nel cielo.

L'inquinamento luminoso filtra da tutto l'arco Sud. Verso Sud Ovest forse arriva da Santo Stefano di Cadore. Le nuvole sopra la valle erano nere, con eccezione di quelle che si affacciavano verso Santo Stefano, illuminate dal basso. In ogni caso, sparite le velature, l'orizzonte Sud non era poi molto più luminoso di quello Nord (ad una osservazione non attenta poteva passare inosservato, non a me e a Mar4ever il namibiano).
Anche dalla forcella Sud filtrava luce. Eppure a Sud c'è solo il monte Terza Grande, più in là c'è Casera Razzo e poi altre montagne fino alla pianura, fra i 60 e 110 km di distanza. Probabilmente stavamo osservando la luce della pianura, un po' come dalle Tre Cime.
Lungo l'orizzonte Nord c'era un po' di luce, che a giudicare dal colore uscito nelle fotografie (verde) era probabilmente l'airglow.
Marco ha scorto per primo il Gegenshein nei Pesci. La posizione alta nel cielo e la distanza dalla Via Lattea (questo è il periodo migliore, oltre a quando è nel Cancro) hanno permesso di vederlo anche da un cielo di 21.45!
Al momento di smontare, il telescopio era ricoperto da uno spesso strato di brina. E' stato allora che abbiamo capito che i rifrattori sarebbero davvero superiori anche nel deep sky, se non fosse che certi gioielli forse non sono portati volentieri a prendere il ghiaccio.

Alcuni oggetti osservati.
NGC 246 nella Balena. Una bellissima nebulosa planetaria che mostrava diversi chiaro scuri e alcune stelle al suo interno. No oso pensare come sarebbe potuta apparire in quel 155 mm che mostra la centrale di M57.
NGC 210 nella Balena. Era percepibile il nucleo, la barra e le spirali. Immagine un po' compromessa dall'inquinamento luminoso del Sud. Appariva più piccola della foto nel link, ma la stella sulla spirale era ben visibile (anche qua forse sarebbe servito un altro rifrattore, che si sa... "non è sensibile all'inquinamento luminoso").
NGC 7380 in Cefeo.
NGC 7822 in Cefeo.
NGC 1360, nella Fornace. E' una nebulosa planetaria molto grande e interessante perchè, con il filtro OIII mostra tre macchie più scure al suo interno (un po' come la Gufo).

lunedì, ottobre 12, 2009

Oggetti australi: galassie

Namibia 20/26 aprile 2009, quarta parte


(Puntata 1: descrizione generale)
(Puntata 2: ammassi stellari)
(Puntata 3: nebulose)

Concludo finalmente il resoconto delle osservazioni del cielo australe. In quest’ultima puntata si parla di galassie, comprese ovviamente le mitiche Nubi di Magellano.
Ovviamente non elencherò una a una tutte le singole galassie osservate, perché sono veramente tante, ma descriverò quelle più importanti e i principali raggruppamenti o ammassi.
Inizio con la parte di cielo situata a nord della Via Lattea, dove regna la costellazione dell’Idra. Finalmente sono riuscito a vedere NGC 3109, che mi era sfuggita in precedenza a Casera Razzo perché calava sempre dietro la montagna cinque minuti prima che provassi a puntarla! Si tratta di una galassia irregolare allungata grande circa 17’, ed è la più periferica del nostro gruppo locale. Andando verso est si trova la splendida spirale NGC 3621, costituita da un nucleo grande e luminoso come M81 ma bracci più irregolari e un alone esterno molto debole.
Poi ci sono due belle galassie di taglio, NGC 3717 e 3936, le ellittiche NGC 3885, 3923, 3904, e infine la regina di questa costellazione: la Girandola del Sud, alias M83. E’ molto difficile descrivere come si vede se è alta nel cielo, l’abbiamo ammirata per bene confrontandola anche con entrambi i Dobson. Già nel 25 cm le spirali erano molto facili e mostravano diversi dettagli, nel 50 poi...
Sempre nell’Idra, c’è anche un bel gruppo capitanato da NGC 5078 ma non l’ho guardato in questa occasione. Mi sono invece spostato brevemente più a nord per osservare il mio miglior Sombrero (M104) di sempre e anche le famose Antenne nel Corvo (NGC 4038/4039). Di queste ultime non si vedevano i debolissimi bracci ma i nuclei presentavano alcuni dettagli.
E veniamo alla Macchina Pneumatica, costellazione anonima e di difficile individuazione, ma che al suo interno contiene una miriade incalcolabile di galassie! La più grande è NGC 2997, una magnifica spirale vista quasi di faccia con bracci molto luminosi e che ha poco da invidiare alla più famosa girandola di prima. Anche la declinazione è più o meno la stessa di M83 per cui, con un po’ di fatica, è osservabile anche dall’Italia.
Poi c’è un ammasso spettacolare, leggermente più basso (-35°) ma comunque abbordabile dal nostro meridione. Se non sbaglio è il terzo più grande del cielo dopo Vergine e Fornace, e le sue componenti principali sono NGC 3258/3268/3271/3281 eccetera. C’è da perdersi letteralmente dentro e io col mezzo metro e un campo di 50’ vedevo una dozzina di galassie alla volta, una scena indimenticabile!
Poi ci sono altri gruppetti simpatici come NGC 3095/3100/3108, NGC 3113/3137/3175, NGC 3223/3224, NGC 3347/3354/3358. In tutto in questa costellazione ho segnato ben 36 galassie!
E poi viene il Centauro. Inutile dire che NGC 5128, alias Centaurus A, fosse uno dei target principali di questa spedizione, in quanto è una galassia unica nel suo genere e non ne esiste nessun'altra che ci somigli neanche lontanamente. In parole povere, rivoluziona totalmente il concetto di "banda nera"! Questa caratteristica che divide in due il pallone luminoso è già facilmente visibile nell’80 mm a bassi ingrandimenti, e poi nelle grosse aperture si stacca completamente dallo sfondo e presenta una leggera biforcazione a ‘Y’, con una stellina proprio sopra il punto di separazione!
Si è rivelata invece un po’ deludente NGC 4945, perché nonostante sia un gigantesco lumacone di 18’, è molto debole e praticamente priva di dettagli. Mi aspettavo una copia in grande di M98, con tanti chiaro-scuri, e invece è poco più che una macchia diafana. Non si può dire che sia brutta, ma viste le fotografie e le ottime condizioni osservative in cui mi sarei trovato, mi aspettavo di più. Nei suoi pressi si trovano anche NGC 4945A e la ellittica NGC 4976.
Segnalo NGC 5102, che potremmo chiamare "Fantasma di iota centauri" per la vicinanza alla stella in questione, il che la rende analoga ad NGC 404 in Andromeda (e per caso è anch’essa ellittica!).
Poi ho osservato qualche galassietta sempre nell’area di Cen A e omega cen, mentre non ho avuto il tempo di guardarne altre nella zona nord-ovest al confine con l’Idra.
Concludo questa prima parte con tre galassie a spirale nel Lupo: NGC 5530, 5643 e IC 4402, rispettivamente di 3/4, di faccia e di taglio.

A questo punto scavalchiamo il piano galattico e ci trasferiamo nella costellazione della Fornace, dal destino simile a quello della Macchina Pneumatica: insignificante come asterismo ma fenomenale dal punto di vista degli oggetti al suo interno. Anche se ad aprile si vedeva molto bassa in prima serata, sono riuscito ugualmente a darle qualche occhiata veloce prima che tramontasse. L’ammmasso è situato al confine con la foce dell’Eridano, e le galassie maggiori sono le ellittiche NGC 1316 (Fornax A), NGC 1374/1380/1387/1399/1404 e la spirale barrata NGC 1365.
In tutto ne ho osservate 19 ma ce ne sono molte di più perché ho saltato tutte quelle nella zona nord della costellazione (dalla 1097 in su per intenderci) perché tanto in quel periodo non erano più alte di come si vedono da noi e quindi cercherò di osservarle con più calma dall’Italia prossimamente.
Anche nella parte meridionale dell’Eridano c’è qualcosa di carino, come NGC 1532, una specie di sombrero ma con un braccio che si allunga verso l’esterno e la piccola compagna NGC 1531 disposta perpendicolarmente al suo nucleo. Probabilmente questa coppia è simile a M51 solo che è vista quasi di taglio invece che di faccia. Poi c’è NGC 1269, una galassia a disco simile a M94, col nucleo luminosissimo e quindi l’alone esterno difficile da vedere per via dell’abbagliamento.
Passando all’Orologio, troviamo la galassia deformata NGC 1249, la spirale barrata 1433, poi la 1448 di taglio, la 1493 di faccia, e la coppia 1510/1512. Insomma ce ne sono per tutti i gusti!
Nella colomba, poco distante dal globulare NGC 1851, c’è un bel trio di galassie allineate nell’arco di un grado e mezzo: NGC 1792/1808/1827.
Poi c’è il Pesce Dorato che, come se non bastasse, oltre alla nube maggiore contiene anche tante belle galassie "normali". Muovendoci da nord verso sud troviamo: NGC 1515 di taglio con a fianco la 1515A di sedicesima, NGC 1566, spirale semibarrata, un gruppo di ellittiche nei suoi dintorni (NGC 1549/1553/1617), e le due spiralette di faccia NGC 1672 e 1703.
Nel Reticolo spicca la splendida galassia irregolare NGC 1313, di 8’ di grandezza. E’ molto luminosa e piena di particolari, con diverse regioni HII ben percepibili. Si può definire come una nube di Magellano in miniatura, e per puro caso si trova anche quasi a metà strada tra loro!
Un’altra galassia dalla forma spettacolare è NGC 2442 nel Pesce voltante. Non serve dire il perché, basta guardare le foto.
Per chi ha ancora voglia di cimentarsi in galassie attaccate a stelle luminose, nella Carena c’è il Fantasma di Miaplacidus, NGC 1822. E, neanche a farlo apposta, anche questa è ellittica!
Nell’altare si trovano tre spirali di discreto rilievo, NGC 6215/6221/6300, mentre nel vicino Pavone ne troviamo una delle più grandi (20’) dell’emisfero sud, ossia NGC 6744. Ma si è rivelata la seconda mezza delusione dopo quella di taglio del Centauro, perché mi sarei aspettato una bestia come M81 o M101, mentre invece le sue spirali sono molto più evanescenti e difficili da scorgere, anche col mezzo metro. Quindi l’ho trovata più simile a una via di mezzo tra NGC 6946 e IC342, pur avendo il nucleo più luminoso di queste due. Rimane comunque un oggetto da guardare assolutamente se si fa una spedizione oltre l’equatore, anche perché c’è il particolare interessante del braccio più esterno a nord che si incrocia prospetticamente con la galassia NGC 6744A di magnitudine 15, una bella sfida!
L’Indiano brulica di galassie medie e piccole, è inutile elencarle tutte ma devo menzionare la bella NGC 7090 di taglio lunga 7’.
Anche nella splendida costellazione della Gru c’è da perdersi, ma vista la stagione poco favorevole per la sua osservazione, mi sono limitato a guardare il gruppo più importante, che è costituito da NGC 7496/7552/7582/7590/7599/7632, oltre alla nebulosa planetaria descritta nella puntata precedente.
Stesso discorso per lo Scultore, che si vedeva basso solo prima dell’alba. La galassia principale (NGC 253) era praticamente tagliata fuori e non l’avrei vista di certo meglio che dall’Italia, per cui ho focalizzato l’attenzione sulle altre grandi galassie compagne del suo gruppo, situate a declinazioni più meridionali e quindi, per fortuna, meglio visibili in quella circostanza.
Le grandi spirali NGC 300 e 7793 sono ovviamente molto belle ma la bassezza non rendeva loro pienamente giustizia, mentre la 55 è stata da urlo! E’ un gigantesco sigarone di mezzo grado che a 125X riempiva tutto il campo, con ben evidente il rigonfiamento irregolare sulla parte occidentale, mentre le due estremità sfumavano e sembrava che non finissero mai! E’ stata indubbiamente la più bella tra le inedite insieme a Centaurus A.
Nella Fenice invece non c’è praticamente nulla, a parte piccolezze riservate agli appassionati di gruppetti come i vari Stephan, Copeland, eccetera. Qui infatti troviamo il quartetto di Robert, le cui componenti hanno magnitudini da 13,8 a 15,0, e i numeri di catalogo sono NGC 87/88/89/92. Addirittura la vicina PGC 1452 è più facile di 3 componenti su 4 del gruppo! (ma perché allora non è stata inserita in un catalogo più "nobile" come NGC o IC?).
Il tour è quasi concluso, adesso arrivano i piatti forti...


NUBI DI MAGELLANO


Prima del viaggio avevo curiosato in un forum di astrofili australiani per leggere i loro commenti sulle due principali galassie satellite della via Lattea, e sono unanimi nel considerarle gli oggetti più spettacolari e ricchi di tutto il cielo, aggiungendo che noi poveracci dell’emisfero nord non abbiamo la minima idea di cosa siano finché non le vediamo! E infatti ho potuto verificare che hanno pienamente ragione. Mi è venuto il dubbio che la mia impressione tendesse a sopravvalutarle un po’ per via dell’ovvio effetto novità, ma sembra che gli australiani non si stanchino mai di vederle sempre, e addirittura c’è chi ha rinunciato alla possibilità di andare a vivere negli USA proprio perché non voleva perdere le sue amichette!
E anche io ormai considero monco un cielo col nucleo galattico rasoterra e senza Nubi di Magellano, e non riesco a non ripensare quotidianamente a tutte quelle ore passate a perdermici dentro.
Un’altra considerazione è che vanno bene per qualsiasi apertura e qualsiasi ingrandimento, perché ogni circostanza ne evidenzia dei particolari diversi:
-a occhio nudo si intuiscono le forme principali: la piccola ha una forma a pera, con la parte più “cicciotta” a SW, mentre la grande è quasi rotonda, con al centro la grande barra luminosa allungata nel verso E-W (un po’ come la lettera greca Theta maiuscola). La nebulosa Tarantola (NGC 2070), a est, è visibile in distolta.
Giusto per rendere l’idea delle dimensioni, per coprire interamente la Grande Nube ci vuole (a braccio teso) un pugno chiuso!
-col binocolo o con un telescopio a bassi ingrandimenti si intuiscono le strutture principali quali i pseudo-bracci, gli oggetti più grandi, le diverse densità stellari, e tutto l’aspetto è brizzolato, cioè si capisce che è un grande insieme di stelle anche se non si risolvono nitidamente.
-coi Dobson si possono approfondire singolarmente tutte le decine di oggetti contenuti, tra nebulose, ammassi aperti e globulari. Essendo galassie giovani e irregolari, sono estremamente ricche di regioni HII, e trovandosi in posizione di faccia (in particolare la grande) non ne è pregiudicata la visione, a differenza della Via Lattea che ci impedisce di vedere gli oggetti in oltre la metà del suo volume perché è di taglio.
In queste nubi è sufficiente muoversi a caso in lungo e in largo per vedere in ogni campo almeno uno o più oggetti, e con un Dobson è un’operazione decisamente facile e divertente. Se invece si vuole identificare per bene ciò che si vede, allora bisogna mettersi con calma con una mappa e operare un minuzioso “object-hopping”!
Pensate che in due sere sono stato a guardare la nube maggiore per ben tre ore consecutive, mi ha totalmente rapito come una droga! Dopo un po’ iniziavo a ripetermi: “adesso basta, devo guardare qualcos’altro”, ma poi continuavo sempre a ripercorrere quell’immenso labirinto avanti e indietro, e alla fine smettevo solo quando diventava troppo bassa sull’orizzonte. Per fortuna che non conviene andare nell’emisfero sud in estate altrimenti se una volta ci andassi a dicembre rischierei di osservare solo lì dentro per tutta una notte!

La nube minore invece si alzava a notte fonda, ed essendo più piccola vale meno questo discorso, e poi c’è il globulare ad attirare l’attenzione!
Per capire che non sto affatto esagerando basta consultare una mappa dettagliata come Google Sky o questo bel mosaico con etichette.
Inoltre grazie a queste illustrazioni non serve che elenchi tutti i singoli oggetti, ma mi basta descrivere quelli principali.
La maggior parte sono catalogati come NGC e IC, anche se ce ne sono alcuni di rilevanti che però sono inseriti solo nei cataloghi specifici per le nubi, come ad esempio il globulare Kron 3, situato prospetticamente vicino a 47 tucanae.
Si nota subito che la Piccola Nube, in proporzione, è più fornita di ammassi globulari, e in assoluto devono essere anche molto grandi vista la distanza. I più grossi sono NGC 330/339/361/416/419. Non illudetevi di risolverli facilmente, sono una sfida ardua esattamente come i globulari del Delfino e della Lince...
Le nebulose maggiori sono NGC 346/371/395, situate nella zona NE. Facili, luminose, contrastate e dettagliate. I filtri UHC od OIII comunque sono sempre utili. A SW invece troviamo NGC 261 e 267, e infine nella periferia a SW, uscendo dalla parte densa della nube, spiccano NGC 456 e 602.

Passando alla sorella maggiore, l’occhio cade automaticamente per prima cosa sulla Tarantola, in uno dei campi più allucinanti di tutto il firmamento, se non il migliore in assoluto. Anche qui, come per il Centauro e la Carena, gli urli che abbiamo tirato al primo sguardo sono da censura.
Stiamo parlando di una nebulosa di 20-30’ con una brillanza superficiale paragonabile a quella di M42 e una quantità di dettagli e contrasti da capogiro, e come se non bastasse è contornata da altrettanta mole di oggetti di vario tipo, e perciò se consideriamo tutto il complesso fino a NGC 2084, si ottiene un campo di circa 1° che è un totale putiferio! Le nebulose che circondano la principale sono NGC 2048/2060/2069/2074/2077/2084, Henize 163/164, poi abbiamo i globulari NGC 2100/2108 e gli ammassi aperti NGC 20372042/2044/2050/2055/2081/2093. Per avere un’idea ci cosa si vede basta prendere un’immagine come quella linkata prima e porla in bianco e nero! E quegli addensamenti di stelle che in foto appaiono blu, in visuale col 50 cm si risolvono bene, creando così un effetto di tappeti di stelle che si intrecciano con le nebulose. Insomma non esiste nulla al nord che possa somigliare a questo incredibile spettacolo!
In quell’area è anche esplosa la supernova 1987A, credo di averne visto il residuo perché mi ero preso nota della posizione esatta (si trova presso NGC 2044) e mi sembra di aver notato una stellina leggermente sfocata, ma per essere sicuro che fosse proprio lei dovrò informarmi meglio. In rete non sono riuscito a trovare nulla circa la possibilità o meno di osservare visualmente questo oggetto.
Anche la zona settentrionale della galassia (la porzione staccata dalla barra principale, per intenderci) è altamente spettacolare, perché ci sono grumi e trame di stelle mescolati a chiazze di nebulose sparse. Perciò questa regione che comprende NGC 1934/1948/1955/2014/2027/2030/2032/2095 eccetera, seppur meno concentrata del complesso della Tarantola, ha poco da invidiare e merita anch’essa di essere gustata per bene.
Altri oggetti e gruppi di particolare rilievo: NGC 1727 e dintorni, NGC 1763 e il globulare 1783, NGC 1770, il trio NGC 1850/1854/1858, rispettivamente ammasso aperto, globulare e nebulosa (trovate un altro caso in cui sia possibile vedere un oggetto per tipo nello stesso campo se ci riuscite!), NGC 1876, la nebulosa a forma di ‘S’ NGC 1910 (per evidenziare bene questa caratteristica ci vuole un filtro, altrimenti le stelle la sovrastano), NGC 1918, il gruppo della 1934, quello della 1965, e infine le nebulose NGC 2018, 2075, 2103 e 2122.


CONCLUSIONI


Spero di aver fornito una buona guida per chi vorrà provare un’esperienza simile. Ritengo che per chi è appassionato di cielo profondo non si tratti di un semplice sfizio ma di un vero e proprio punto di arrivo da fare assolutamente.
Tutti questi commenti li ho scritti successivamente al viaggio basandomi solo sulla memoria, perché durante le osservazioni segnavo solo i numeri di catalogo degli oggetti osservati, ma non appunti particolari. Perciò non escludo la possibilità che ci siano errori di valutazione sui gradi di difficoltà delle visioni, e sarebbe interessante confrontare queste impressioni con quelle di altre persone… o con me stesso quando tornerò! Perché è ovvio che c’è una grandissima voglia di tornare, tutti e 5 abbiamo detto solo “arrivederci”. Non ce la farò di sicuro l’anno prossimo ma ci spero per il 2011, magari in una stagione diversa (agosto o settembre) in modo da poter vedere allo zenit le costellazioni presso il polo sud galattico che ad aprile sono basse.

sabato, agosto 29, 2009

Giove 28/08/09


Ieri sera ho osservato di nuovo Giove. Il seeing non era dei migliori. Per gran parte della notte bastava spostare il fuoco leggermente in extrafocale per vedere la corrente turbolenta di alta quota. Giove sembrava come visto attraverso la scia di scarico di un aereo. Mettendo a fuoco su Giove la corrente non si vedeva più ma l'immagine non era nitida. Anche in queste condizioni il diaframma da 10 cm non produceva alcun miglioramento. Anzi i dettagli che si vedevano erano comunque di meno.
Più tardi, quando Giove era alto, c'è stato un periodo migliore che è durato circa tre quarti d'ora. In questo periodo ho potuto ingrandire un po' di più (260x invece che 170x) e l'immagine restava abbastanza nitida. Ho trovato in rete questa foto, che è di poco posteriore al momento delle mie osservazioni. Nel complesso la foto rende abbastanza bene l'idea di che cosa fosse visibile. In realtà al telescopio l'immagine era incisa, ma era necessario fissare l'attenzione su una piccola area per volta. Alcuni particolari visibili in foto erano più evanescenti dal vero (in pratica nella zona equatoriale si intuiva solo che c'era qualche cosa di verde, ma non si vedevano i festoni della foto). Al contrario altri dettagli erano più marcati dal vero. Per esempio la piccola area scura sotto l'ovale era molto più evidente.
Ho segnato alcuni dei dettagli che erano visibili: oltre all'ovale un secondo ovale incerto (visto una sola volta), la STZ prima del polo, mentre nella NEB c'erano diverse zone con andamento inclinato (ne ho segnata una) e zone di un colore più chiaro. Accanto c'erano delle zone più chiare che sarebbero potuti sembrare degli ovali. Qua la foto non rende il contrasto della realtà. Diversi altri dettagli e divisioni (per esempiop nell'emisfero Nord) erano visibili ma non ho segnato tutto.

giovedì, agosto 27, 2009

Continuando a esplorare....


Ieri sono stato per la quarta volta alle Tre Cime di Lavaredo. Le previsioni meteo dicevano che si sarebbe aperto verso le 23, ma che ci sarebbero stati temporali e nuvole più a Sud. E così è stato. La foto panoramica (cliccare per ingrandire) è fatta alle 23.09, quando il cielo si stava aprendo. Come da previsioni a Sud sono rimasti temporali e nuvole, che erano visibili lungo la linea dell'orizzonte. Anche questa volta quindi non ho potuto vedere le vere pontenzialiutà di questo sito, ma ne ho avuto un assaggio, con la bella Via Lattea che scende all'orizzonte fra le nuvole. Kaus Australis, la stella più in basso della "teiera" nel momento della foto è a 5° di altezza (azimut 206°). Stimo che l'orizzonte in quella direzione si a circa 2° di altezza.
I picchi a Sud sono alti circa 7°. E' visibile theta-1 Sgr, che al momento della foto è alta 8°. (azimut 184°).
Verso Est l'orizzonte scende di nuovo. Se si esclude qualche picco l'orizzonte è in media su 2°-3° di altezza.
In questa occasione si vedono nuvole fino a circa 6-7° di altezza. Credo che siano nuvole sopra la pianura Padana o comunque a metà strada, e illuminate dalla pianura da sotto. Misurina è visibile a destra in basso, accompagnata da un alone di luce che è il faro dell'hotel che ho fotografato nel precedente articolo. Mi aspetto che sparendo nuvole e umidità il cielo diventi di gran lunga migliore fino alla linea dell'orizzonte. Quando spariva la nebbia su Misurina sparivano anche le luci del faro (però penso che sia uno dei casi a cui applicare subito la nuova legge regionale sull'IL).
Naturalmente se l'orizzonte Sud fosse coperto da montagne non ci sarebbe alcuna vista delle nuvole lontane. Ma sarebbe solo un modo per ignorare il problema. La pianura a Sud dista 140 km. A Sud Est 90. Ttto sommato la situazione non mi pare dissimile da quella media dei parchi americani, dove luci a 200 km producono bagliori lungo l'orizzonte come questi.

Quando finalmente si è aperto il cielo del tutto, allo zenit la Via Lattea era ben definita, il sacco di carbone del Nord nerissimo, e lo SQM misurava fra 21.55 e 21.60 (sulla Via Lattea). Non credo possa segnare di più, perchè quella è la luce della Via Lattea. Ho stimato una magnitudine visuale limite di circa 6.8, usando le stesse stelle di riferimento che ho detto in precedenza.
Verso il mattino si è vista la Luce zodiacale molto bene. Sembrava quasi inquinamento luminoso, ed era molto più luminosa della stessa Via Lattea. Inutile dire che non era colorata di giallo né era percepibile la presunta differenza di colore con la Via Lattea (bianca), come invece direbbe Bortle (non sono il primo a osservare che su questo punto della colorazione la scala di Bortle ha qualche imprecisione). La Via Lattea invernale appariva come una fascia chiara nel cielo. Sotto c'era una fascia sensibilmente più scura, circa in corrispondenza di Andromeda. Sotto ancora, in Toro, Ariete, Persci c'era di nuovo del chiaro. Dalla parte simmetrica del cielo, a Ovest, allontanadosi dalla Via Lattea il cielo era scuro come in Andromeda e ancora di più e nonc'er nessuna fascia luminosa corrispondente a Toro-Pesci.
L'orizzonte Sud era inquinato come detto, ma va detto che la foto è stata fatta con esposizone prolungata (30", 1600 ISO, F3,5) e non riflette la reale sensazione dal vivo. Infatti osservando il Sud non si riusciva a distingure le nuvole come in foto, ma solo un leggero chiarore. Men che meno si distingueva il colore delle nuvole. Le nuvole in alto, come quella che copre Giove, apparivano scure (anche se la foto mostra che sono debolmente illuminate). Si vedeva solo l'alone intorno a Giove.

Una cosa fantastica di questo sito è il seeing. Dopo l'esperienza delle due volte precedenti ho tenuto sotto controllo le previsioni del seeing di Meteoblue e ho potuto constatare che, mediamente, il seeing è circa due volte migliore di quello di pianura. Mi sembra che la cosa possa essere giustificata se si considera che il sito osservativo è sopra gli strati peggiori dell'atmosfera (non è in una conca come Casera Razzo). Fatto sta che ieri sera il seeing era eccellente.

Abbiamo osservato Giove. Si potevano usare anche ingrandimenti maggiori, ma ho voluto osservarlo a 260x, per godere di una immagine con uan finezza di dettagli e incisione che raramente ho avuto a casa. Per capirsi, ho potuto vedere il sorgere della Macchia Rossa. Se ne vedeva "mezza" al'orizzonte! Non solo: la macchia aveva il suo colore, la SEB un altro colore ben definito, e la zona che separa la SEB dalla macchia (perfettamente risolta) un altro colore ancora. La NEB si risolveva in particolari ciascuno dei quali aveva una tonalità di colore propria e diversa dagli altri. Certo non siamo rimasti là tanto a guardareb Giove, perchè eravamo andati per fare deep sky; ma non c'è dubbio che questo sia anche un sito per fare alta risoluzione.
Visto che sono in tema di pianeti, menziono l'osservazione di Urano, di cui abbiamo visto tre satelliti, e di Nettuno (un satellite). Prima di partire abbiamo anche visto un Marte di 6", che mostrava la fase, calotte e qualche dettaglio sulla superficie (ma era disturbato sul bordo di una delle Tre Cime).

Per passare agli oggetti Deep Sky: ero partito con una lista abbastanza lunga, con diversi oggetti esotici, ma poi le "trattative" con Marco (che aveva la sua lista) hanno condotto a un compromesso.

Un oggetto che voglio menzionare subito, anche se lo abbiamo osservato a metà nottata, è NGC 6946. L'ho voluta osservare apposta per controllare ancora una volta il livello di dettaglio visibile. Potevo vedere le spirali, e potevo anche intuire diversi nodi di stelle lungo le spirali. Non credo di averla mai vista così bene. Il nucleo era cosa a sé: più luminoso e fine. Infine si poteva percepire l'intero alone debole della galassia. La abbiamo osservata un po' a tutti gli ingrandimenti ma il meglio è venuto fuori a 170x con il Pentax 10.5 e a 260x con il Nagler 7. Il fatto che la galassia fosse nel punto più buio del cielo, e il seing hanno giocato a favore. In particolare il seeing ha permesso di usare ingrandimenti elevati pur mantenendo l'immagine contrastata. Le stelle (quelle sufficientemente deboli) andavano a fuoco nel centro del campo facendo un puntino e un lampo. Peccato che il bordo non sia altrettanto corretto in un Newton. Ho desiderato una Paracorr!

Un secono oggetto su cui il seeing è stato fondamentale è stata la nebulosa planetaria NGC 6886. La nebulosa ha un diametro di qualche secondo d'arco ed è riportata come di aspetto stellare, ma a 260x, mettendo a fuoco, le altre stelle formavano la capocchia di spillo, mentre lei restava sempre sfocata. A fuoco si potevano percepire le stelle puntiformi e la nebulosa come una pallina sfumata.

Abell 43. Una nebuolsa planeatria che abbiamo potuto vedere sui 130x (meglio con il filtro). A me è sembrato di percepire un rinforzo dell'anello.
Osservato anche IC1295, con il globulare vicino 6712. Non sono sicuro di aver visto la piccola planetaria in mezzo ai due (PN G25.3-4.6), che del resto non si vede nemmeno in questa foto.
Osservata anche la planetaria 6818, e la nebulosa oscura Barnard 150 (vicino a NGC6946), di cui ho visto il nodulo più grosso a 86x, ma non ho seguito (per fretta non abbiamo cambiato oculare) la parte filamentosa.
Senza successo il tentativo di individuare vdB 149, Sh2-136, vdB 152, ma forse più per disorganizzazione e per fretta (non erano nella lista di Marco che premeva per passare oltre!).
NGC 7023, osservatra come un chiarore con qualche corrugamento attorno alla stella centrale.
Osservate anche le due Gaassie NGC 7332-7339, che apparivano forse un po' più deboli che in questa foto.
Infine della mia lista si sono salvate alcune Abell. La 45, la 61, la 71 e la 72... solo che ora non mi ricordo più quali fossero visibili e quali no! Dalla prossima volta scrivo tutto, dovessi anche osservare solo 20 oggetti invece che fare la maratona per osservarne 70.

Della Lista di Marco, abbiamo fatto:
NGC 6384, di cui ho perceptio un allungamento e "qualche cosa" di spiraleggiante. In realtà a me sembrava una barrata con un anello. NGC6572 (no comment). La Galassia di Barnard (vagamente visibile a 86x, quasi sparita a 56x (purtroppo abbiamo osservato diversi oggetti nella parte sfavorevole di cielo). NGC6907, 7184 (no comment). NGC 6886, di cui ho detto sopra.
Abbiamo osservato in Volpetta gli ammassi aperti e la nebulosità 6820, 6830 e 6823. La nebulosità era vagamente percepibile passando davanti all'occhio un filtro UHC mentre si osservava con l'oculare di 32 mm (56x). Sempre in Volpetta la 6813.
Infine NGC 6842 (no comment).

Questa sessione osservativa, più di altre, mi ha però convinto che occorre limitare il numero di oggetti in lista, e, soprattutto, occorre osservarli bene e senza fretta, prendendo subito appunti e magari facendo anche dei disegni. Altrimenti rest solo l'elenco di che cosa si è visto ma non si ricorda come lo si è visto.

domenica, agosto 23, 2009

Ancora alle Tre Cime di Lavaredo.


Cassiopea e Perseo sorgono dietro una delle Tre Cime, alle 00,54 del 23 agosto 2009. La montagna in primo piano è debolemte illuminata da un'auto che stava arrivando, altrimenti sarebbe stata nera come quella sullo sfondo.
Sono tornato per la terza volta qua, per capire meglio la qualità di questo sito osservativo. Nemmeno questa volta le condizioni sono state ideali: nel pomeriggio era passato un fronte temporalesco e, sebbene le Tre Cime fossero ormai sotto il cielo sereno, verso Sud si potevano vedere ancora le nuvole e il temporale allontanarsi. Le nuvole sono state visibili per tutta la notte anche quando erano sopra la pianura e le condizioni non sono state mai perfette. Tuttavia questa volta ho potuto capire molte cose.
La prima è che Misurina e Auronzo hanno un effetto limitatissimo sul sito osservativo, se le condizioni climatiche locali sono buone. Le due volte precedenti le luci diffuse di Misurina erano dovute a nebbiolina e umidità che si estendevano fino alla altezza del luogo di osservazione. Questa volta la situazione meteo locale era buona: non c'era umidità, vento a tratti sostenuto e temperatura di 5°C. Misurina e Auronzo erano finalmente ridimensionate a poche luci nel buio delle rispettive valli e non producevano aloni che si estendessero sopra l'orizzonte.
Invece, più lontano, la situazione era ben diversa. Da quassù la vista spazia molto lontano, e in alcune direzioni l'orizzonte è negativo (specie verso il Friuli dove la linea di vista passa grossomodo sopra il cielo di Casera Razzo e sopra montagne di circa 2200 metri, che sono meno alte della quota di osservazione). Le nuvole sopra la pianura fiulana (a 100 km di distanza!), che erano in vista, apparivano illuminate dal basso. Se l'orizzonte fosse stato nascosto non si sarebbero viste, ma la luce che proviene da là avrebbe comunque potutto illuminare il cielo del luogo di osservazione sopra di noi (è quello che succede a Casera Razzo e in parte al Peralba, dove l'orizzonte non si vede, ma da là arriva la luce che illumina il cielo).
Da qua almeno si vedeva il colpevole. Ho fatto fatto foto panoramiche in diversi momenti della notte. A mano a mano che le nuvole si allontanavano la situazine migliorava, ma è rimasto sempre un certo grado di luminosità della atmosfera sopra la pianura. Ho individuato con facilità Udine, la pianura Veneta, Cortina, il Trentino e l'Alto Adige.
La quantità di luce che arriva dalla pianura, (da 100 km di Udine a 150-200 km del resto della pianura) non è molta. Lo zenit, e questa è una buona notizia, era 21.60 sul Cigno! E questo in una situazione in cui i cieli della pianura brillavano probabilmente più del normale. Sono quasi sicuro che sopra Casera Razzo nello stesso momento volasse molta più luce del solito e che il cielo fosse dunque sotto la media. Qua anche in condizioni sotto la media il cielo si salva. Ma non è perfetto purtroppo: il maggiore difetto è che tutto l'arco dell'orizzonte Sud non è perfettamente buio. Non dà molto fastidio, ma non si può vedere l'airglow a Sud e il contrasto si abbassa. Parlo di una fascia di una decina di gradi sopra l'orizzonte. Più su la situazione diventa buona rapidamente.
Costellazioni come il Capricorno sembravano "alte". Ho visto il Pesce Australe; la Teiera che affondava nei monti. C'era un po' di estinzione verso l'orizzonte. Penso che fosse l'altra faccia della medaglia delle cattive condizioni meteo a Sud. Alle 2.37 la stella Iota Piscis Austrinis (Mv 4.34) era visibile ad una altezza di 8°, e non era certo il limite. Theta, mv 5.01, era altrettanto evidente, alla altezza di 10°. Se assumo grossolanamente che l'intensità di queste stelle fosse simile alle stelle di mv 6 allo zenith, posso stimare l'estinzione in circa 1-1.5 magnitudini a 8-10°. Poichè a questa altezza la linea di vista attraversa circa 5-7 volte lo spessore di atmosfera allo zenit, ne consegue una stima indicativa di estinzione zenitale pari a 0.17-0.25 magnitudini, che potrebbe essere vero per un sito a 2400 metri. Ma non è detto che la trasparenza in direzione Sud fosse la stessa che allo zenit.
Allo zenit ho stimato la mv limite in 6.8 (le stelle di 6.80 in Pegaso e 6.73 in Ercole, che ho citato in precedenti report erano visibili in distolta con una certa continuità). L'unica cosa un po' stonata è stata la visibilità di M33 a occhio nudo, che non mi è sembrata eccelsa.

Questa volta abbiamo scelto per le osservazioni il piazzale più alto. Eravamo io e Tommaso con il mio 40 cm: Mirko non ci ha raggiunti perchè al momento di caricare il telescopio in macchina si è rotta una vite del sostegno del secondario.
La scelta del sito alto consente di vedere anche il sorgere delle costllazioni ad Est (abbiamo potuto vedere la luce zodiacale). Purtroppo sembra che questo piazzale sia preferito anche dagli appassionati di scalate, che non hanno fatto altro che arrivare allla spicciolata durante la prima parte della notte. Il comportamento tipico era quello di arrivare nel piazzale, restare un bel po' di tempo per decidere su quale spazio parcheggiare (ce ne erano talmente tanti che evidentemente era difficiel scegliere). Qualcuno faceva diverse manovere cambiando posto, ovviamente a fari accesi. Poi seguiva la fase della preparazione dellla attrezzatura e finalmente si spegnevano le luci... giusto in tempo per il successivo arrivo. Penso che per loro sia imprtante essere in prima fila (qualcuno aveva messo perfino gli scarponi in fila sotto la macchina pronti per l'uso) per essere pronti a "scattare" al sorgere del Sole (la congettura è che ci sia una specie di "gara non dichiarata a chi arriva primo"). Alcuni si erano perfino piazzati alla base della roccia, sopra il ghiaione e dormivano in parete. "Dormivano" mi sembra esgerato visto che ogni spesso accendevano le luci, e non penso abbiano riposato bene.
Noi abbiamo cercato di fare poco rumore. Mi immagino però che pensassero che eravamo dei pazzi a osservare il cielo. Una cosa è certa: ci sono più appassionati scalatori che astrofili. O meglio: astrofili che vanno a osservare il cielo in posti come quello. Astrofili che "non possono muoversi" e che osservano da cieli improponibili sia come buio sia come seeing ce ne sono. Non mi risulta però che si siano apassionati della montagna che "non possono muoversi" e che fanno la scalata della tromba delle scale.

Passiamo alla lista degli oggetti osservati. Cito quelle della mia lista. Tommaso ne ha puntati anche altri, specie mentre facevo i panorami.
NGC6946 è stata una delle migliori visioni di sempre di questo oggetto. Le spirali erano visibili: non marcatissime come quelle di M51 ma comunque visibili e non solo intuibili. A me è sembrato anche di vedere alcuni grumi di luce nelle spirali. L'alone esterno delle galassia c'era, e si poteva notare che il cielo, oltre una certa distanza diventava più buio (quasi che ci fosse una nebulosa oscura attorno). Il nucleo era evidente e staccato dal resto della galassia. Ancora un pop' di buio e trasparenza e diametro equesto oggetto dovrebbe diventare spettacolare.
Ci siamo poi spostati su IC1369 e la vicina nebulosa oscura LDN 970 (Barnard 361); NGC7048 era un dischetto ben visibile; NGC7008; NGC6818; La Helix (secondo Tommaso una delle visioni migliori di sempre, io non ne sono sicuro). Ho osservato Barnard 143 e 142 nel binocolo 15x70.
Siamo poi andati sulla Bubble Nebula, osservandola a diversi ingrandimenti. Era possibile vedere bene, intorno a 170x, la parte più intensa del'arco e la parte più intensa della nebulosità come in questa foto.
Del quintetto di Stephan abbiamo visto forse anche la sesta. La mv limite al telescopio era 16.1 (forse 16.6) a 360x. La IC1296, vicino a M57 era intuibile a ingrandimenti intorno a 260x.
Abbiamo osservato una manciata di Arp e la Jones 1, che a dire il vero a me è sembrata meno incisa che a Sivella. Abbiamo osservato M27 a ingrandimento sostenuto e mi è perso di vedere dettagli al'interno del manubrio e delle orecchie. M76, invece, oltre al solito manubrio, mostrava a 360x un alone esterno molto tenue.
Tutto sommato gran parte degli oggetti era visibile meglio del solito, con diverse eccezioni. Ho sicuramente dimenticato diverse cose.
Il seeing era buono, anche se non paragonabiole a quello di giovedì scorso. Le definizione, anche grazie al sistema di estrazione dello strato limite era buona anche sugli oggetti del deep sky, e questo forse ha aiutato a intuire i dettagli tipo le irregolarità nelle spirali di NGC6946 o i dettagli dentro M27.