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Osservazioni astronomiche visuali

lunedì, novembre 23, 2009

Il miracolo della nebbia.

Nebbia in val Padana... era così da una settimana: nebbia fitta in pianura, Alpi con il cielo sereno. E' una situazione ideale, tante volte desiderata che questa volta si è realizzata un sabato di Luna nuova.
Destinazione Val Visdende. Ci chiedevamo che cosa mai avrebbe avuto in serbo una notte senza inquinamento luminoso. La risposta nella fotografia (cliccare per ingrandire).


A sinistra la situazione del mese scorso, verso Sud. A destra sabato (si vede Sirio, M41, Orione). La luce del mese scorso arriva dalla pianura Padana a 60-100 km di distanza (non c'è niente a Sud prima). La nebbia ha bloccato le luci e il Sud era buio tanto quanto il Nord. Ho esplorato tutto l'orizzonte con la macchina fotografica ma non c'era nessun segno di IL. L'airglow era visibile in tutte le direzioni, anche se il profilo dei monti impediva di vedere fino all'orizzonte (che diventa nero quando c'è solo airglow).
Per vedere l'airglow la cosa migliore, come mi ha spiegato Mars4ever, è stare seduti guardando lo zenit e cercare di ampliare l'angolo di vista fino a vedere l'orizzonte tutto attorno. Si vede il cielo un po' come in una fotografia con fisheye, e l'airglow tutto attorno è evidente.
La Via Lattea attraversava tutto il cielo. La parte estiva era fortemente strutturata, più uniforme quella invernale. Con un po' di attenzione si potevano vedere diverse gradazioni della Via Lattea estendersi molto lontano dal piano galattico, anche nella parte invernale. Il cielo era tutt'altro che uniforme come intensità. A parte la Via Lattea e l'airglow, era evidente anche il Gegenshein, come una zona più chiara sotto le Pleiadi e verso Ovest. Sopra e sotto il gegenshein il cielo era più scuro. Si poteva anche vedere la banda zodiacale, che partiva dal Gegenshein sia verso l Via Lattea (dove si confondeva con questa) si, più evidente, verso Ovest dove proseguiva al limite della percezione. La luce zodiacale a est era sempre più intensa a mano a mano che saliva e quella parte del cielo sembrava "inquinata" rispetto al resto. La zona più buia del cielo era quella verso Nord Est, nel Grande Carro. Sirio, quando è emerso dalla montagna a Sud-Est era così intenso da disturbare l'adattamento al buio.

Lo SQM è partito da 21.54 (prima lettura), è un po' sceso mentre passavano alcune velature, e poi si è stabilizzato sul 21.50 dalle 11.10 (medi di tante letture fatte con ben tre strumenti diversi di cui uno SQM-L) per arrivare intorno a 21.55 verso le 2.30 di notte. Queste letture si riferiscono allo zenit (sia SQM normale che versione L). Puntando la parte più buia del Carro lo SQM-L ha indicato un valore medio di 21.65 (fra 21.62 e 21.69).

I veli che sono passati nella prima parte della notte erano leggermente illuminati dal basso, da luce che proveniva da Santo Stefano di Cadore e dal Comelico (che non erano sotto la nebbia). Ma poca cosa tanto è vero che la loro luminosità era comunque di poso superiore al cielo.

Ad un certo punto nella notte ho fatto anche una passeggiata lungo la strada verso il bosco. Gli alberi si stagliavano nerissismi sul cielo, e il cielo sembrava molto più luminoso rispetto alle sagome nere degli alberi.

resta il dubbi di perché il cielo fosse solo" 21.55, dato che mancava ogni inquinamento luminoso. La spiegazione, investigando nei giorni successivi la cosa, è che l'airglow è un fenomeno che esibisce fluttuazioni di intensità Alcune su breve scala (dovute alle onde di gravità nella atmosfera) altre su scala stagionale e infine altre su scala di 11 anni dovute al ciclo solare. Quelle stagionali sembrano legate all'alternanza caldo freddo, con l'autunno e primo inverno i periodi in cui il cielo naturale è più luminoso e la primavera fino all'estate inoltrata in cui il cielo è più buio.

E' quindi probabile che abbiamo osservato un cielo naturale, ma in un periodo di massimo airglow.

La Val Visdende è a quota relativamente bassa: 1300 metri. Per questo è mediamente più calda degli altri siti in quota. C'erano infatti solo 5 gradi sotto zero. Il contro è che c'è più aria sopra e quindi un po' più di estinzione. M33 era l'unica nota stonata: visibile in distolta con un po' di difficoltà (presumo forse a causa della estinzione).
Il seeing è stato buono nella prima parte della notte: le stelle erano puntiformi a 260x (anche grazie alla ventola che ha sempre funzionato). Nella seconda parte della notte è un po' peggiorato.
Rispetto al mese scorso questa volta ci siamo sistemati un po' più avanti nella valle, in pratica al termine dell'ultima radura: 46°37'24.60"N 12°37'37.20"E . C'erano dei grossi tronchi di alberi evidentemente opera dei boscaioli. E c'era il profumo della resina a farci compagnia. Qualche macchina ogni tanto arrivava e cambiava direzione (la valle dopo è chiusa).

Abbiamo osservato una grande quantità i oggetti. Non li elenco tutti, ma solo i più significativi.

PK 93-2.1 è una piccola planetaria a forma romboidale. Si poteva cogliere la forma, un po' come in foto ma molto più tenue, a ingrandimenti elevati.
PK 86-81 è un'altra planetaria di cui si poteva cogliere un po' di struttura sempre ad alti ingrandimenti.
Invisibile la proboscide di elefante vdB 142. Invece Barnard 168 faceva bella mostra di sé specie usando il 32 mm a 57x. Si poteva seguire l'intera striscia scura fino alla parte dove si allarga. Dall'altra parte la Cocoon era ben visibile (meglio con il 21 mm a 86x) e mostrava diverse irregolarità interne.
Abell 77 osservata con filtri OIII e UHC a 260x, molto debole ma sembrava avere un interno meno luminoso (tipici aspetti di occhi come la Gufo).
PN M 2 51. Anche questa osservata a inrandimenti simili.
Nel frattempo che facevo le fotografie Marco si era impossessao del telescopio. Fra gli oggetti scelti e puntati da Marco menziono:
NGC7177, NGC 1201 (abbiamo approffittato dell'orizzonte sud osservando oggetti bassi), NGC 1255 (di questa si riusciva a intuire la forma a spirale), NGC1360 (una grande nebulosa planetaria che è stata molto evidente, incluse le irregolarità interne, a medio ingrandimento con OIII.
NGC1531 1532, una bella coppia di galassie. Della maggiore si intuivano le irregolarità. La coppia 2293 2292 . NGC 2280. NGC925.

Un interessante confronto è stato l'Elmo di Thor, nel 30 cm e nel 40 cm. In questo oggetto 10 cm extra fanno una notevole differenza, mostrando intricate strutture e la sagoma dell'elmo con molta più chiarezza.

Un'altra nebulosa da menzionare è stata la planetaria in M46. Si vedevano due stelle interne e, ad ingrandimenti elevati, un anellino con il foro centrale.

2 Comments:

At 24 novembre 2009 09:32, Anonymous Anonimo said...

Ahh notevole, molto interessante l'altezza del posto.
L'effetto coperta è veramente unico, quando capita di goderne è una favola..

Glauco

 
At 24 novembre 2009 12:13, Anonymous Mammifero Bipede said...

Quaggiù "l'effetto coperta" ha coperto anche noi... :-(
Ci eravamo spostati in Maremma (maiala!) ma prima l'umidità ci ha appannato oculari e secondario, poi verso le 23.00 le stelle sono gradualmente scomparse man mano che la coltre saliva...
Estinzione a parte (eravamo a 120mslm) un buon cielo, ma niente a che vedere col vostro.

 

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